SCUOLA MEDIA

Doposcuola e potenziamento

Lezioni individuali online con un docente dedicato, senza spostamenti: un aiuto concreto per chi frequenta la scuola media, anche in presenza al Vomero.

Se siete arrivati su questa pagina, probabilmente in casa vostra i pomeriggi sono diventati faticosi.

Un figlio alle medie che non sta al passo cambia il clima di una famiglia. I compiti si trascinano fino a sera, le verifiche arrivano una dietro l'altra, e voi vi ritrovate a fare i professori dopo una giornata di lavoro, spesso su materie che non toccate da vent'anni.

Vogliamo dirvi subito due cose.

La prima: non siete soli, e la situazione che state vivendo è molto più comune di quanto pensiate. La scuola media è il passaggio in cui tanti ragazzi, anche brillanti, vanno in difficoltà. Cambiano le richieste, cambiano i professori, cambia il modo di studiare. Non tutti si adattano alla stessa velocità.

La seconda: esiste un modo semplice e sostenibile per affrontarla. Il Centro Studi Europeo, scuola paritaria al Vomero, in Piazza Vanvitelli 5 a Napoli, offre un servizio di doposcuola e potenziamento per la scuola media in lezioni online individuali: un docente e un solo ragazzo, collegati da casa, in orari concordati con la famiglia. Per chi preferisce, restano disponibili anche le lezioni in presenza nella nostra sede al Vomero.

Un chiarimento importante, prima di tutto il resto: il doposcuola non sostituisce la scuola. Vostro figlio continua a frequentare la sua scuola media, la mattina, con i suoi professori e i suoi compagni. Noi lo affianchiamo nel pomeriggio, per aiutarlo a stare al passo, a recuperare quello che manca e a studiare meglio. Siamo un supporto, non un'alternativa.

In questa pagina vi spieghiamo come funziona, perché abbiamo scelto la formula individuale e online, e cosa potete aspettarvi da un percorso con noi.

I segnali che un ragazzo delle medie ha bisogno di un aiuto

Nessun genitore si sveglia una mattina pensando "serve un doposcuola". Di solito ci si arriva per gradi, dopo settimane di segnali che si accumulano. Vi raccontiamo quelli che sentiamo più spesso nei colloqui con le famiglie. Se vi riconoscete in uno o più di questi, vale la pena parlarne.

I voti che calano. Un ragazzo che alle elementari andava bene comincia a portare a casa insufficienze in matematica, o valutazioni sempre più tirate in italiano. All'inizio sembra un episodio. Poi diventa una tendenza. Il punto non è il singolo voto: è la direzione.

I compiti che diventano una battaglia. Il pomeriggio si apre con la solita domanda ("hai fatto i compiti?") e si chiude con una discussione. Il ragazzo rimanda, si distrae, dice che ha già finito quando non è vero. Voi alternate pazienza e sfuriate, e nessuna delle due funziona. Quando i compiti rovinano il rapporto tra genitori e figli, è il momento di far entrare in campo una figura terza.

Le lacune che si accumulano. Alle medie i programmi corrono. Se un ragazzo perde il filo sulle frazioni, poi non capisce le proporzioni, e poi le equazioni diventano un muro. Se non ha mai sistemato l'analisi grammaticale, l'analisi logica gli sembra arabo. Le lacune non restano ferme: crescono, e più tempo passa più costa fatica recuperarle.

La perdita di fiducia. È il segnale più silenzioso e più serio. Il ragazzo comincia a dire "tanto non ci capisco niente", "io in matematica sono negato", "non serve che studio, va male lo stesso". Quando un ragazzo di dodici anni smette di credere di potercela fare, il problema non è più solo scolastico. Ed è anche il primo nodo su cui lavoriamo: prima di rimettere in ordine le materie, bisogna rimettere in piedi la fiducia.

Nessuno di questi segnali significa che vostro figlio "non è portato". Significa quasi sempre che ha bisogno di qualcuno che si sieda accanto a lui, capisca dove si è inceppato il meccanismo e lo aiuti a ripartire. È esattamente il lavoro che facciamo.

Perché individuale: un docente per un solo ragazzo

Il doposcuola tradizionale che tutti conosciamo funziona a gruppi: una stanza, un adulto, sei o otto ragazzi con compiti diversi, classi diverse, problemi diversi. Per qualcuno va bene. Per molti, no.

Noi abbiamo scelto un'altra strada: lezioni individuali, un docente e un solo ragazzo. E i motivi sono concreti.

Attenzione tutta per lui. In un gruppo, l'adulto divide il suo tempo: qualche minuto a testa, poi passa al banco successivo. Nella lezione individuale il docente guarda solo il quaderno di vostro figlio, per tutta l'ora. Vede dove si blocca, come ragiona, quali errori ripete. E interviene subito, non "appena ha un momento".

Il ritmo giusto, che è il suo. Ogni ragazzo ha i suoi tempi. Uno capisce le equivalenze in dieci minuti e ha bisogno di un'ora sul testo argomentativo; per un altro è l'esatto contrario. Nel gruppo il ritmo lo detta la media, e chi resta indietro resta indietro. Nella lezione individuale il ritmo lo detta il ragazzo: si rallenta dove serve, si accelera dove le cose sono chiare.

Niente vergogna di fare domande. Questo, alle medie, è decisivo. A undici, dodici, tredici anni la paura di fare brutta figura davanti ai coetanei è fortissima. Quanti ragazzi non alzano la mano in classe per non sentirsi dire "ma come, ancora non l'hai capito?". In una lezione a due questa paura sparisce: non c'è nessuno davanti a cui vergognarsi. Le domande "stupide", che poi sono quasi sempre le più importanti, finalmente vengono fatte. E trovano risposta.

Un rapporto che si costruisce. Lezione dopo lezione, il docente impara a conoscere vostro figlio: come si concentra, cosa lo demoralizza, quando è il caso di insistere e quando di cambiare esercizio. Questo rapporto è una parte del risultato, non un contorno.

Perché online: come funziona una lezione a distanza

Sappiamo che qualche genitore, leggendo "online", storce il naso. Il ricordo della didattica a distanza degli anni difficili è ancora vivo: classi intere collegate, telecamere spente, ragazzi persi. Vi chiediamo di dimenticare quell'immagine, perché non c'entra niente con quello che facciamo noi.

La nostra lezione online è individuale: un docente, un ragazzo, una videochiamata dedicata. Ecco come si svolge in pratica.

Il ragazzo si collega da casa, all'orario concordato, da computer o tablet. Il docente lo aspetta nella stanza virtuale. Si parte dal punto della situazione: cosa è stato fatto in classe, quali compiti ci sono, quando è la prossima verifica.

Poi si lavora con lo schermo condiviso. Il docente scrive, disegna schemi, risolve un'espressione passo per passo, e il ragazzo vede tutto in diretta, come su una lavagna. A sua volta il ragazzo mostra il suo quaderno o scrive sullo schermo, e il docente corregge in tempo reale: non alla fine, ma nel momento esatto in cui nasce l'errore, che è quando la correzione insegna davvero qualcosa.

Si usano materiali digitali: il libro di testo in versione digitale quando c'è, schede preparate dal docente, esercizi mirati sulle lacune emerse. Gli esercizi si correggono insieme, ragionando ad alta voce, perché l'obiettivo non è "avere i compiti fatti" ma capire come si fanno. Alla fine della lezione il ragazzo sa cosa deve rifinire da solo, e il docente annota a che punto siamo, per riprendere il filo la volta successiva.

Chi prova questa formula scopre in fretta una cosa: a distanza di un metro o a distanza di dieci chilometri, quello che conta è l'attenzione. E in una lezione uno a uno l'attenzione è totale.

Il vantaggio vero: tempi e costi ottimizzati

C'è poi una ragione molto concreta per cui abbiamo costruito il servizio intorno alle lezioni online, e vogliamo spiegarvela bene perché riguarda direttamente il vostro tempo e il vostro portafoglio.

Nella lezione online il docente svolge le lezioni senza spostarsi: si collega da dove si trova, e il ragazzo da casa propria. Sembra un dettaglio tecnico. Non lo è. Cambia tutto.

Pensate a come funziona la classica lezione privata a domicilio: il docente attraversa la città nel traffico, e quel tempo di trasferimento, in un modo o nell'altro, entra nel costo della lezione. Un insegnante che perde quaranta minuti tra andata e ritorno può fare meno lezioni al giorno, e ogni lezione deve valere anche il viaggio. Oppure pensate al doposcuola in una sede: qualcuno deve accompagnare il ragazzo, aspettare o tornare a riprenderlo, in macchina, nel traffico del pomeriggio, magari con altri figli da gestire.

Con la lezione online individuale tutto questo sparisce. Il docente non ha trasferimenti da farsi pagare, e per questo il costo orario può essere più contenuto rispetto alla lezione privata a domicilio: non vi stiamo chiedendo di pagare anche i chilometri di nessuno. La famiglia non deve accompagnare nessuno da nessuna parte: niente auto, niente parcheggi, niente sale d'attesa. E il pomeriggio si sfrutta meglio: la lezione può iniziare alle 15 come alle 18, incastrarsi tra la piscina e la cena, spostarsi con più facilità se salta un impegno. Quando l'unico "viaggio" è accendere il computer, la flessibilità degli orari cresce parecchio.

Sui prezzi preferiamo essere seri: non pubblichiamo tariffe in questa pagina, perché il costo dipende da quante lezioni a settimana servono e da quali materie. Nel colloquio gratuito vi presentiamo una proposta chiara, con cifre definite. Ma il principio lo potete tenere per certo: a parità di qualità del docente, una lezione senza trasferimenti costa meno di una lezione con i trasferimenti.

Non solo compiti: il metodo di studio come asse del percorso

Se il doposcuola si limitasse a "finire i compiti", sarebbe un lavoro a metà. I compiti di oggi si esauriscono oggi; quello che resta al ragazzo è il modo in cui ha imparato a lavorare.

Per questo nelle nostre lezioni il metodo di studio non è un accenno di contorno: è un asse portante del percorso, curato con la stessa serietà delle materie. Molti ragazzi delle medie non hanno mai imparato davvero a studiare: alle elementari bastava ascoltare in classe, e nessuno ha mai insegnato loro come si fa dopo, quando ascoltare non basta più. Noi glielo insegniamo, con tecniche precise. Ve le raccontiamo, perché è giusto che sappiate cosa succede durante le lezioni.

Prendere appunti con il metodo Cornell

La prima cosa su cui lavoriamo sono gli appunti. Quasi tutti i ragazzi prendono appunti "a valanga": pagine piene di frasi copiate di fretta, che poi non rilegge nessuno perché non si capisce cosa è importante e cosa no.

Durante il doposcuola insegniamo al ragazzo a prendere appunti con il metodo Cornell. L'idea è semplice: la pagina si divide in tre zone. A destra c'è l'area degli appunti, dove si scrive quello che si ascolta o si legge. A sinistra c'è una colonna più stretta per le parole chiave, che si compilano subito dopo: i concetti essenziali, le domande a cui il testo risponde. In fondo alla pagina c'è lo spazio del riepilogo, dove il ragazzo riassume in due o tre righe, con parole sue, quello che ha capito.

Il risultato è una pagina che lavora per lui: coprendo l'area degli appunti e guardando solo le parole chiave, il ragazzo può interrogarsi da solo. Il ripasso smette di essere "rileggere tutto" e diventa un esercizio attivo. Abbiamo dedicato a questa tecnica una pagina intera: se volete vederla nel dettaglio, leggete la guida al metodo Cornell.

Le ripetizioni programmate: ripassare prima di dimenticare

La seconda tecnica riguarda la memoria. Tutti dimentichiamo, ed è normale: quello che si studia oggi, tra una settimana è in gran parte svanito, se non viene ripreso. Il trucco non è studiare di più, ma ripassare al momento giusto.

Le ripetizioni programmate, che qualcuno chiama ripasso dilazionato, funzionano così: si ripassa a intervalli crescenti. Un ripasso breve il giorno dopo lo studio, un altro dopo tre giorni, un altro dopo una settimana. Ogni ripasso arriva poco prima che il ricordo cominci a svanire, e ogni volta la memoria lo consolida un po' di più. Dopo pochi passaggi, l'argomento è stabile: non serve più ristudiarlo da capo la sera prima della verifica, basta una ripassata veloce.

Detto così sembra facile. In pratica, il difficile è ricordarsi di farlo e farlo davvero. Ed è qui che entra in gioco il docente.

La costanza si allena: il docente tiene il ritmo

Il valore vero del doposcuola, ve lo diciamo con convinzione, non è avere i compiti fatti. È allenare il ragazzo a mantenere il ritmo.

Il docente programma i ripassi insieme al ragazzo: oggi si studia il capitolo di storia, domani cinque minuti di ripasso, giovedì un altro passaggio, la settimana prossima l'ultimo. Poi verifica che i ripassi vengano fatti davvero: a inizio lezione bastano poche domande per capirlo. E quando il ritmo si perde, non fa la predica: aiuta il ragazzo a riprenderlo, aggiustando il piano se era troppo ambizioso.

Lezione dopo lezione, quello che era un obbligo esterno diventa un'abitudine. E le abitudini di studio costruite alle medie non si perdono: sono esattamente le stesse che serviranno alle superiori, quando i programmi si faranno più pesanti e nessuno terrà più la mano. La disciplina si impara adesso, e resta.

Le medie: il momento ideale per imparare il metodo

C'è un motivo preciso per cui insistiamo tanto sul metodo proprio alle medie, e ve lo spieghiamo volentieri perché è una piccola fortuna da sfruttare.

Alle medie gli argomenti delle materie orali, come storia, geografia e scienze, sono ancora relativamente semplici e poco estesi: capitoli brevi, concetti abbordabili, verifiche gestibili. Proprio per questo sono il terreno ideale per allenare il metodo. Il ritmo delle ripetizioni programmate si mantiene senza fatica, perché ogni ripasso richiede pochi minuti. Il ragazzo vede risultati rapidi, e i risultati rapidi alimentano la motivazione. E la tecnica si impara su contenuti alla sua portata, senza la pressione di programmi enormi.

È come imparare a nuotare dove si tocca: si acquisisce il gesto in acque tranquille, così quando l'acqua si fa alta il gesto c'è già. Un ragazzo che esce dalla terza media con il metodo Cornell nel quaderno e il ritmo dei ripassi nelle abitudini arriva alle superiori con un metodo già rodato, e parte con un vantaggio che vale più di qualsiasi voto. Se volete capire come tutto questo si inserisce nel nostro modo di lavorare, trovate un approfondimento nella pagina su il nostro metodo.

Il potenziamento: per chi va già bene e vuole rafforzarsi

C'è poi un'altra faccia del servizio, che chiamiamo potenziamento: non è pensato per chi è in difficoltà, ma per chi va già bene e vuole rafforzarsi. Capita più spesso di quanto si creda.

Il ragazzo di terza media che vuole arrivare più solido al liceo scientifico e chiede di lavorare di più sulla matematica. La ragazza che ama l'inglese e in classe si annoia, perché il programma va troppo piano per lei. Lo studente che vuole preparare bene il colloquio dell'esame di terza media e presentarsi con un percorso curato.

In questi casi la lezione individuale non serve a recuperare, ma a spingersi avanti: approfondimenti, esercizi di livello superiore, letture, conversazione in lingua. E anche qui il metodo resta al centro: chi va bene alle medie ha tutto l'interesse a consolidare tecniche di studio solide prima del salto alle superiori. Andare bene a scuola non è un motivo per fermarsi.

Le materie che copriamo

Il doposcuola copre tutte le materie della scuola media. Le richieste più frequenti riguardano tre aree.

Italiano: grammatica (analisi grammaticale, logica e del periodo), comprensione del testo, riassunti e temi. La scrittura è il terreno dove tanti ragazzi si sentono più insicuri, e dove il lavoro individuale rende di più: si scrive, si rilegge insieme, si capisce perché una frase non funziona e come sistemarla.

Matematica: dai numeri e le frazioni alle equazioni, dalla geometria piana a quella solida, fino a probabilità e lettura dei grafici. È la materia in cui le lacune pesano di più, perché ogni argomento poggia sul precedente. Spesso il lavoro vero non è sul capitolo di oggi, ma su quello di due anni fa che non era mai stato capito.

Inglese: grammatica, vocabolario, comprensione e produzione, e quella conversazione che in classe, con venticinque alunni, è quasi impossibile fare davvero.

Accanto a queste seguiamo anche le altre discipline: la seconda lingua (francese o spagnolo), storia, geografia, scienze, tecnologia. Per le materie orali, come detto, il lavoro è soprattutto sul metodo: imparare a studiarle bene è più utile che farsi spiegare ogni singolo capitolo.

Come organizziamo il percorso

Non esiste un pacchetto uguale per tutti, perché non esistono due ragazzi uguali. Il percorso si costruisce così.

Si parte da un colloquio conoscitivo gratuito, con voi genitori e con il ragazzo, in sede o a distanza. Ci raccontate la situazione: come va a scuola, dove sono le difficoltà, com'è il clima dei pomeriggi. Noi ascoltiamo e facciamo un primo punto della situazione, anche con qualche verifica leggera per capire dove sono davvero le lacune, che non sempre coincidono con quello che dicono i voti.

Da lì nasce un piano settimanale concordato con la famiglia: quante lezioni a settimana, su quali materie, in quali orari. Per qualcuno bastano due incontri a settimana su una materia critica; per altri serve un affiancamento più ampio, almeno all'inizio. Il piano non è scolpito nella pietra: si aggiusta durante l'anno, seguendo le verifiche e l'andamento reale.

Un punto per noi irrinunciabile: lo stesso docente di riferimento per tutto il percorso. Non un tutor diverso ogni settimana, ma una persona che conosce vostro figlio, il suo programma, i suoi professori "per interposta persona", i suoi punti deboli e i suoi progressi. La continuità è una parte enorme del risultato.

E infine gli aggiornamenti periodici a voi genitori. Non vi lasciamo indovinare come sta andando: il docente vi racconta a intervalli regolari cosa è stato fatto, cosa migliora, dove c'è ancora da lavorare. Con franchezza, anche quando le notizie non sono tutte buone. Preferiamo un quadro onesto a novembre che una sorpresa a giugno.

Una cosa non facciamo, e ve lo diciamo con chiarezza: non promettiamo voti. Nessuno può garantire un otto in matematica, e chi lo fa non è serio. Quello che possiamo promettere è un lavoro costante, un docente preparato che si dedica solo a vostro figlio, e un percorso che vi tiene informati passo dopo passo.

Se preferite la presenza: il doposcuola al Vomero

La formula online individuale è il cuore della nostra proposta, ma non è l'unica.

C'è chi preferisce la presenza, e lo capiamo. Ci sono ragazzi che a casa non riescono proprio a concentrarsi, famiglie che abitano a due passi da Piazza Vanvitelli, situazioni in cui uscire di casa e sedersi a un tavolo con un docente in carne e ossa fa la differenza. Per loro il doposcuola in presenza si svolge nella nostra sede al Vomero, in Piazza Vanvitelli 5, comoda da raggiungere con la metropolitana e le funicolari.

Molte famiglie scelgono una formula mista: un incontro in sede a settimana e il resto online, oppure online durante i periodi pieni di impegni e presenza quando serve un lavoro più intenso, per esempio prima di una verifica importante. Le due modalità si combinano liberamente, con lo stesso docente. Decidiamo insieme, e si può cambiare strada durante l'anno senza problemi.

Un'ultima nota, per completezza: questa pagina riguarda i ragazzi che frequentano regolarmente la scuola media e cercano un aiuto pomeridiano. Se la vostra situazione è diversa, per esempio se state valutando di ritirare vostro figlio da scuola e seguire un percorso a casa, il servizio giusto non è il doposcuola ma l'affiancamento all'istruzione parentale alle medie, a cui abbiamo dedicato una guida completa.

Parliamone: il primo colloquio è gratuito

Se i pomeriggi in casa vostra somigliano a quelli descritti all'inizio di questa pagina, il passo più utile è semplice: parliamone.

Il colloquio conoscitivo è gratuito e non vi impegna a nulla. Ci raccontate la situazione di vostro figlio, noi vi diciamo con franchezza come lo aiuteremmo, con quale frequenza e con quali costi. Poi decidete voi, con calma.

Potete chiamarci allo 081 556 13 26 oppure scriverci dalla pagina dei contatti. Siamo al Vomero, in Piazza Vanvitelli 5, Napoli. E se scegliete la formula online, la distanza non conta: il primo colloquio possiamo farlo anche a video.

I pomeriggi difficili non si sistemano da soli. Ma si sistemano, quando accanto al ragazzo c'è la persona giusta.

Domande frequenti sul doposcuola online

Il doposcuola online funziona davvero per un ragazzo delle medie?

Sì, a una condizione: che sia individuale. La didattica a distanza che ha funzionato male era quella a classi intere, con decine di ragazzi collegati e poca interazione. La nostra lezione è una videochiamata dedicata tra un docente e un solo ragazzo, con schermo condiviso, esercizi corretti in diretta e attenzione totale per tutta l'ora. In queste condizioni l'online regge benissimo il confronto con la presenza.

Perché la lezione online costa meno di quella a domicilio?

Perché non ci sono trasferimenti. Nella lezione a domicilio il tempo che il docente passa in viaggio entra, in modo diretto o indiretto, nel prezzo. Online il docente si collega da dove si trova e il ragazzo da casa: nessun viaggio da pagare, quindi un costo orario più contenuto a parità di qualità. Le cifre precise dipendono dal piano settimanale: ve le presentiamo con chiarezza al colloquio gratuito.

Le lezioni sono individuali o di gruppo?

Individuali: un docente e un solo ragazzo. È una scelta precisa. Nel gruppo l'attenzione si divide e chi ha più bisogno spesso riceve meno; nella lezione a due il ritmo lo detta il ragazzo, gli errori si correggono subito e sparisce la vergogna di fare domande davanti ai coetanei.

Il doposcuola sostituisce la scuola?

No, in nessun modo. Vostro figlio continua a frequentare la sua scuola media, con i suoi professori e i suoi compagni. Noi lo affianchiamo nel pomeriggio: compiti, recupero delle lacune, metodo di studio, preparazione delle verifiche. Se invece state valutando un percorso senza frequenza scolastica, la strada è diversa: trovate tutto nella pagina sull'istruzione parentale alle medie.

Quali materie coprite?

Tutte le materie della scuola media. Le più richieste sono italiano, matematica e inglese, ma seguiamo anche la seconda lingua, storia, geografia, scienze e tecnologia. Per le materie orali lavoriamo molto sul metodo: schemi, esposizione ad alta voce, organizzazione del ripasso.

Quante lezioni a settimana servono?

Dipende dalla situazione. Per una difficoltà circoscritta a una materia spesso bastano due lezioni a settimana; per un affiancamento più ampio se ne concordano di più, almeno nella fase iniziale. Il piano settimanale si definisce insieme al colloquio gratuito e si aggiusta durante l'anno in base ai progressi reali.

Cosa serve per seguire le lezioni online?

Poco: un computer o un tablet con telecamera e microfono, una connessione stabile e un posto tranquillo in casa. Alla prima lezione il docente verifica insieme al ragazzo che tutto funzioni. Non serve nessuna competenza tecnica particolare, né per il ragazzo né per voi.

Il docente è sempre lo stesso?

Sì, è una delle regole del nostro percorso. Vostro figlio ha un docente di riferimento che lo segue per tutto l'anno, conosce il suo programma e i suoi punti deboli, e vi aggiorna periodicamente sui progressi. La continuità del rapporto è una parte importante del risultato.

Cosa sono le ripetizioni programmate?

Sono una tecnica di memorizzazione basata sul ripasso a intervalli crescenti: un ripasso breve il giorno dopo lo studio, un altro dopo tre giorni, un altro dopo una settimana. Ogni passaggio arriva poco prima che il ricordo svanisca e la memoria consolida l'argomento in modo stabile. Durante il doposcuola il docente programma i ripassi con il ragazzo e verifica che vengano fatti, finché il ritmo diventa un'abitudine.

Mio figlio non è costante nello studio: come lo aiutate?

La costanza non è un talento, è un'abitudine che si costruisce. Il docente prepara con il ragazzo un piano di studio e di ripassi sostenibile, controlla a ogni lezione che sia stato rispettato e lo aggiusta quando è troppo ambizioso. Niente prediche: piccoli impegni regolari, verificati ogni volta. Alle medie i contenuti sono ancora abbordabili, quindi il ritmo si mantiene con poco sforzo e il ragazzo vede presto i risultati, che sono la migliore benzina per continuare.

Mio figlio va già bene a scuola: ha senso il potenziamento?

Sì, ed è più comune di quanto si pensi. Il potenziamento serve a chi vuole rafforzarsi in vista delle superiori, approfondire una materia che ama o prepararsi con cura all'esame di terza media. Le lezioni individuali permettono di andare oltre il programma di classe, con esercizi di livello superiore e approfondimenti su misura. Chiamateci allo 081 556 13 26 e ne parliamo.