Scegliere l'istruzione parentale per un figlio di undici, dodici o tredici anni non è una decisione leggera.
Chi la prende lo sa bene.
Di solito arriva dopo mesi di riflessioni. A volte dopo un'esperienza scolastica difficile. Altre volte per una scelta educativa maturata nel tempo, per esigenze di famiglia, per motivi di salute, per uno stile di vita che non si concilia con gli orari della scuola tradizionale.
Qualunque sia il vostro punto di partenza, la domanda che vi accompagna è quasi sempre la stessa: ce la faremo?
Questa pagina serve a darvi una risposta onesta. Vi spieghiamo cos'è l'istruzione parentale alle medie, cosa chiede la legge italiana ogni anno, come funziona l'esame di idoneità e come il Centro Studi Europeo, scuola paritaria al Vomero, può affiancarvi passo dopo passo. In presenza, in Piazza Vanvitelli 5 a Napoli, oppure online.
Una cosa la diciamo subito, perché è il fondamento di tutto: l'istruzione parentale è legale, riconosciuta e tutelata. Non è una scappatoia. È un diritto della famiglia, con doveri precisi. E non siete obbligati a esercitarlo da soli.
Cos'è l'istruzione parentale e perché è legale in Italia
L'istruzione parentale, chiamata anche educazione parentale o homeschooling, è la scelta della famiglia di provvedere direttamente all'istruzione dei figli, senza iscriverli a una scuola.
Attenzione a una distinzione importante: in Italia l'obbligo non riguarda la scuola in sé, ma l'istruzione. Ogni ragazzo tra i sei e i sedici anni deve ricevere un'istruzione adeguata. Il modo in cui la riceve, però, può essere diverso dalla frequenza scolastica.
Il fondamento sta nella Costituzione. L'articolo 30 dice che è dovere e diritto dei genitori istruire ed educare i figli. In parole semplici: lo Stato riconosce che i primi responsabili dell'educazione siete voi. La scuola è lo strumento più comune per adempiere a questo dovere, ma non è l'unico.
Il Decreto Legislativo 62 del 2017 ha poi definito le regole pratiche per chi sceglie questa strada durante il primo ciclo di istruzione, cioè elementari e medie. Il principio è chiaro: la famiglia può educare a casa, ma ogni anno deve dimostrare che il percorso funziona. Lo Stato non entra nel merito del vostro metodo educativo. Verifica solo che il ragazzo stia davvero imparando.
Questo equilibrio è la chiave di tutto. Libertà nella scelta, responsabilità nei risultati.
L'homeschooling alle medie, quindi, non è un vuoto normativo né una zona grigia. È un percorso previsto dall'ordinamento, con passaggi annuali precisi. Vediamoli uno per uno.
Cosa deve fare la famiglia ogni anno
Gli adempimenti annuali sono tre. Non sono complicati, ma vanno rispettati con puntualità.
La comunicazione preventiva al dirigente scolastico
Ogni anno, prima dell'inizio dell'anno scolastico, dovete comunicare la scelta dell'istruzione parentale al dirigente scolastico della scuola del vostro territorio. Di solito è la scuola media statale di riferimento per la vostra zona di residenza.
È una comunicazione scritta, semplice, in cui dichiarate che per l'anno scolastico in arrivo provvederete voi all'istruzione di vostro figlio. Va rinnovata ogni anno: non basta farla una volta per tutto il ciclo delle medie.
La dichiarazione di capacità tecnica o economica
Nella stessa comunicazione dichiarate di possedere la capacità tecnica o economica per provvedere all'istruzione del ragazzo.
Cosa significa in concreto? Capacità tecnica vuol dire che in famiglia ci sono le competenze per seguire lo studio: ad esempio un genitore con un titolo di studio adeguato o con esperienza didattica. Capacità economica vuol dire che potete affidarvi a persone o strutture qualificate: insegnanti privati, tutor, centri di preparazione come il nostro.
Non serve essere professori. Serve dimostrare che il ragazzo avrà accanto qualcuno in grado di guidarlo. Ed è proprio qui che un centro studi diventa un alleato concreto, anche sul piano della dichiarazione stessa.
L'esame di idoneità annuale
Questo è il punto che distingue davvero l'istruzione parentale in Italia da quella di altri Paesi: ogni anno vostro figlio deve sostenere un esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva.
Non è una possibilità. È un obbligo. Il Decreto Legislativo 62 del 2017 lo prevede proprio come garanzia: serve a verificare che il diritto all'istruzione sia stato assolto, e tutela prima di tutto il ragazzo.
Chi frequenta la prima media da homeschooler, a fine anno sostiene l'esame di idoneità alla seconda. Chi frequenta la seconda, sostiene l'idoneità alla terza. E al termine del terzo anno c'è l'esame conclusivo del primo ciclo, il classico esame di terza media, da candidato privatista.
L'esame di idoneità: dove si fa, come è fatto, cosa portare
Sull'esame di idoneità circolano molte informazioni confuse. Facciamo ordine.
Dove si svolge
L'esame si svolge presso una scuola statale o paritaria, quella in cui la famiglia presenta domanda. Di norma la domanda va presentata entro il 30 aprile di ogni anno, per sostenere l'esame a fine anno scolastico.
Potete scegliere la scuola del vostro territorio oppure un'altra scuola, statale o paritaria, che accolga la domanda. È una scelta della famiglia, e conviene farla con anticipo, informandosi sui programmi di riferimento e sulle modalità che quella scuola adotta.
Vogliamo essere trasparenti su un punto: l'esame non si svolge al Centro Studi Europeo come "sede automatica" del vostro percorso. Noi prepariamo vostro figlio, vi aiutiamo a orientarvi tra le scadenze e a costruire la documentazione, ma la sede d'esame è sempre la scuola statale o paritaria presso cui presentate domanda. Chi vi promette il contrario sta semplificando troppo, e le semplificazioni in questo campo si pagano.
Come è fatto
L'esame di idoneità è condotto da una commissione di docenti della scuola. In genere prevede prove scritte sulle materie principali, come italiano e matematica, e un colloquio che tocca le altre discipline del programma: storia, geografia, scienze, inglese e le altre materie previste per quella classe.
Non è un interrogatorio a trabocchetto. I docenti vogliono capire se il ragazzo ha raggiunto le competenze essenziali della classe che sta concludendo. Un ragazzo preparato con metodo, che ha seguito un programma coerente con le Indicazioni nazionali, affronta l'esame come una verifica impegnativa ma alla sua portata.
Cosa portano i ragazzi
Oltre alla preparazione, alla domanda si allega di solito il progetto didattico seguito durante l'anno: un documento che descrive le materie studiate, i contenuti affrontati, i materiali usati. Alcune scuole chiedono anche una sintesi delle attività svolte.
È un altro punto in cui vi affianchiamo: il progetto didattico che costruiamo insieme a settembre diventa, a fine anno, la base della documentazione da presentare. Niente corse dell'ultimo minuto.
Le paure che ogni genitore si porta dentro
Prima di parlarvi di come lavoriamo, vogliamo fermarci un momento sulle vostre paure. Perché le conosciamo, le ascoltiamo ogni anno nei colloqui con le famiglie, e ignorarle sarebbe disonesto.
C'è la paura di sentirsi soli. La scuola, con tutti i suoi limiti, offre una struttura: orari, insegnanti, un calendario. Quando la struttura la costruite voi, la responsabilità pesa. E le domande arrivano la sera: stiamo facendo abbastanza? Stiamo facendo le cose giuste?
C'è la paura di non essere all'altezza. Alle elementari molti genitori se la cavano da soli. Alle medie i programmi si fanno più tecnici: le equivalenze, la grammatica del periodo, la geometria, l'inglese che diventa strutturato. È normale sentire che da soli non basta più. Non è un fallimento: è il segnale che il percorso sta crescendo con vostro figlio.
C'è la questione della socializzazione. Ve lo chiederanno i nonni, gli amici, a volte anche il pediatra: "E gli amici? E il gruppo?". È una domanda legittima. La risposta non è negare il tema, ma affrontarlo con scelte concrete: sport, attività, laboratori di gruppo, occasioni regolari di studio con altri ragazzi.
E c'è la paura dell'esame. Un ragazzo che studia a casa tutto l'anno e poi entra in una scuola sconosciuta, davanti a docenti che non ha mai visto, vive un momento di vera esposizione. La preparazione sui contenuti non basta: serve anche allenamento alla situazione.
Nessuna di queste paure è un buon motivo per rinunciare all'istruzione parentale, se ci credete. Sono, semmai, i punti su cui il vostro progetto ha bisogno di alleati.
Come vi affianchiamo, anno per anno
Il Centro Studi Europeo è una scuola paritaria del Vomero con una lunga esperienza nella preparazione agli esami. Con le famiglie in istruzione parentale lavoriamo così.
Un progetto didattico personalizzato
Tutto parte da un colloquio conoscitivo e da una valutazione iniziale del ragazzo: cosa sa, dove è forte, dove ha lacune, come studia. Da lì costruiamo insieme il progetto didattico dell'anno: materie, contenuti, obiettivi per trimestre, materiali. Il progetto è coerente con le Indicazioni nazionali del Ministero dell'Istruzione e del Merito, così la preparazione dialoga con ciò che la commissione d'esame si aspetta di trovare.
Il progetto non è un documento da cassetto. È la mappa che seguiamo durante l'anno e, come detto, diventa la base della documentazione per la domanda d'esame.
Lezioni e laboratori, al Vomero o online
Le famiglie scelgono la formula più adatta. C'è chi porta il figlio in sede, in Piazza Vanvitelli 5, per lezioni in presenza due o tre volte a settimana. C'è chi vive lontano o preferisce la flessibilità e segue le lezioni online, con gli stessi docenti. E c'è chi combina le due cose.
In presenza organizziamo anche momenti di piccolo gruppo: laboratori, esercitazioni comuni, attività in cui i ragazzi in istruzione parentale si incontrano tra loro. Per molte famiglie è anche una risposta concreta al tema della socializzazione: un luogo dove il ragazzo ha compagni di percorso, non solo un tutor.
Se volete capire nel dettaglio l'organizzazione delle attività, trovate tutto nella pagina su come funziona la scuola.
Un tutor di riferimento per la famiglia
Ogni famiglia ha un tutor: una persona, con un nome e un volto, che conosce il percorso di vostro figlio e risponde a voi. Il tutor coordina i docenti, tiene d'occhio il calendario degli adempimenti, vi ricorda le scadenze della comunicazione preventiva e della domanda d'esame, e vi incontra periodicamente per fare il punto sui progressi.
Questo è il nostro modo di rispondere alla paura di sentirsi soli: non con le rassicurazioni, ma con una presenza costante. Il metodo con cui lavoriamo, fatto di verifiche periodiche e obiettivi chiari, è descritto nella pagina dedicata a il nostro metodo.
Simulazioni d'esame
Nelle settimane che precedono l'esame di idoneità organizziamo simulazioni complete: prove scritte con tempi reali, colloqui davanti a docenti che il ragazzo conosce meno, per abituarlo a esporre davanti a persone nuove.
L'obiettivo è che il giorno dell'esame la situazione sia già familiare. Non possiamo promettervi l'esito, nessuno può farlo seriamente: l'esame è della scuola che lo ospita e la valutazione spetta alla commissione. Possiamo promettervi che vostro figlio arriverà preparato, allenato e accompagnato.
Il terzo anno: verso l'esame di terza media
Il terzo anno delle medie ha un peso diverso. Non si conclude con un'idoneità, ma con l'esame di Stato del primo ciclo, quello che tutti chiamano esame di terza media, sostenuto da candidato privatista.
È un esame più articolato: prove scritte di italiano, matematica e lingue, e un colloquio che spesso parte da un elaborato o da un percorso interdisciplinare. Anche la domanda ha tempi e modalità proprie.
Per questo il terzo anno lo trattiamo come un percorso a sé, con una preparazione specifica che inizia da settembre e cresce di intensità verso giugno. Abbiamo dedicato una pagina intera a questo passaggio: se vostro figlio è in seconda o in terza, vi consigliamo di leggere la guida all'esame di terza media da privatista.
Il terzo anno è anche il momento in cui si comincia a ragionare sul dopo: superiori in presenza, prosecuzione dell'istruzione parentale, percorsi diversi. Ne parliamo insieme, senza fretta e senza forzature.
Come si organizza una settimana: esempi concreti
Ogni famiglia trova il suo equilibrio, ma qualche esempio aiuta a rendere l'idea.
Una famiglia del Vomero con un figlio in prima media organizza così: lunedì, mercoledì e venerdì mattina il ragazzo viene in sede per le lezioni di italiano, matematica e inglese. Il martedì e il giovedì studia a casa con il piano settimanale preparato dai docenti. Il pomeriggio è libero per il nuoto e per gli amici. Una volta al mese i genitori incontrano il tutor.
Una famiglia che vive fuori Napoli, con una figlia in seconda media, segue tutto online: quattro lezioni a settimana al mattino, esercitazioni caricate su piattaforma, correzioni entro due giorni. Una volta al mese la ragazza partecipa in presenza a un laboratorio di gruppo, che è diventato il suo appuntamento preferito.
Una terza famiglia ha scelto l'istruzione parentale dopo un anno difficile in una scuola tradizionale. Il primo trimestre lo abbiamo dedicato quasi solo a ricostruire il metodo di studio e la fiducia. Il programma è arrivato dopo, e il ragazzo ha sostenuto l'idoneità a fine anno con una serenità che a settembre sembrava lontana.
Sono situazioni tipiche, non ricette. Il punto è questo: l'istruzione parentale alle medie richiede in media dalle tre alle cinque ore di studio strutturato al giorno, tra lezioni e lavoro individuale. Meno ore della scuola tradizionale, ma più concentrate. Il resto del tempo torna alla famiglia, agli interessi, alla vita.
Quanto costa e da cosa dipende
Il costo dell'affiancamento dipende dal percorso: numero di lezioni settimanali, presenza o online, materie da rinforzare, anno di corso. Un ragazzo di terza media in vista dell'esame di Stato ha esigenze diverse da uno di prima che parte con basi solide.
Per questo non pubblichiamo un listino uguale per tutti: sarebbe poco serio. Nel colloquio conoscitivo, che è gratuito e non vi impegna a nulla, valutiamo insieme la situazione e vi presentiamo una proposta chiara, con costi definiti e senza voci nascoste.
Parliamone: il primo colloquio è gratuito
Se state valutando l'istruzione parentale per la scuola media, o se l'avete già scelta e cercate un punto d'appoggio, il passo più utile è parlarne di persona.
Il colloquio conoscitivo è gratuito. Ci raccontate la vostra situazione, noi vi spieghiamo con franchezza cosa possiamo fare per voi e cosa invece spetta alla famiglia e alla scuola dove si terrà l'esame. Uscirete con le idee più chiare, qualunque cosa decidiate.
Ci trovate al Vomero, in Piazza Vanvitelli 5, Napoli. Potete chiamarci allo 081 556 13 26 oppure scriverci dalla pagina contatti.
Domande frequenti sull'istruzione parentale alle medie
L'istruzione parentale alle medie è legale in Italia?
Sì. L'articolo 30 della Costituzione riconosce ai genitori il diritto e il dovere di istruire i figli, e il Decreto Legislativo 62 del 2017 regola il percorso nel primo ciclo. La famiglia deve comunicare la scelta ogni anno al dirigente scolastico del territorio e il ragazzo deve sostenere ogni anno l'esame di idoneità.
L'esame di idoneità è davvero obbligatorio ogni anno?
Sì, per chi è in istruzione parentale durante le medie l'esame di idoneità annuale è obbligatorio. Serve a verificare che l'obbligo di istruzione sia assolto e permette il passaggio alla classe successiva. Al termine del terzo anno si sostiene invece l'esame di Stato conclusivo del primo ciclo da candidato privatista.
Dove si svolge l'esame di idoneità?
Presso una scuola statale o paritaria, quella in cui la famiglia presenta domanda, di norma entro il 30 aprile. La scelta della scuola spetta alla famiglia. Il Centro Studi Europeo prepara vostro figlio e vi aiuta con la documentazione, ma la sede d'esame è sempre la scuola presso cui presentate domanda.
Devo essere laureato per fare homeschooling con mio figlio?
No. La legge chiede di dichiarare la capacità tecnica o economica di provvedere all'istruzione. Potete avere voi le competenze, oppure affidarvi a docenti e strutture qualificate. Affiancarsi a un centro di preparazione è uno dei modi più comuni di soddisfare questo requisito.
E se mio figlio non passa l'esame di idoneità?
La valutazione spetta alla commissione della scuola dove si sostiene l'esame, e nessuno può garantirne l'esito. Se l'esame non viene superato, il ragazzo prosegue il percorso senza il passaggio alla classe successiva, e in alcuni casi la scuola può disporre la ripresa della frequenza. Per questo lavoriamo con verifiche periodiche durante tutto l'anno: le difficoltà vanno viste a novembre, non a maggio.
Come risolvete il problema della socializzazione?
Non lo neghiamo, lo organizziamo. In sede al Vomero i ragazzi in istruzione parentale partecipano a laboratori e attività di piccolo gruppo, e incoraggiamo sempre le famiglie a mantenere sport e attività esterne. Studiare fuori dalla classe non significa crescere da soli.
Posso seguire il percorso solo online?
Sì. Le lezioni e gli incontri con il tutor possono svolgersi interamente a distanza, con gli stessi docenti della sede. Molte famiglie fuori Napoli lavorano così, aggiungendo quando possibile qualche momento in presenza. L'esame di idoneità, invece, si sostiene sempre in presenza nella scuola scelta.
Quante ore al giorno deve studiare un ragazzo in istruzione parentale?
Dipende dall'anno e dal punto di partenza, ma un'organizzazione tipica prevede dalle tre alle cinque ore al giorno tra lezioni e studio individuale, dal lunedì al venerdì. Il piano settimanale che prepariamo con la famiglia distribuisce le materie in modo sostenibile, con verifiche regolari dei progressi.
Possiamo iniziare l'istruzione parentale ad anno scolastico già avviato?
In molti casi sì: il passaggio all'istruzione parentale può avvenire anche in corso d'anno, con la comunicazione al dirigente scolastico. Va però pianificato bene, perché l'esame di idoneità a fine anno resta l'obiettivo. Nel colloquio gratuito valutiamo insieme tempi e fattibilità della vostra situazione. Chiamateci allo 081 556 13 26.