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TECNOLOGICO ELETTROTECNICA

Tecnologico - Elettrotecnica

Impianti elettrici, macchine elettriche ed energia. L'articolazione dell'indirizzo Elettronica ed Elettrotecnica per chi vuole progettare e gestire gli impianti di case, aziende e città.

  • 5 anni
  • Diploma di Stato
  • Riconosciuto MIUR
Il corso

L'elettricità è dappertutto. Accende le case, muove le fabbriche, alimenta i treni, ricarica le auto. Eppure quasi nessuno sa davvero come arriva fino alla presa del muro. Il corso Tecnologico in Elettrotecnica serve proprio a questo: a formare le persone che progettano, realizzano e mantengono gli impianti elettrici di case, aziende e città. È l'articolazione Elettrotecnica dell'indirizzo tecnico "Elettronica ed Elettrotecnica", previsto dall'ordinamento nazionale (il D.P.R. 88 del 2010, il decreto che ha riordinato gli istituti tecnici). Al Centro Studi Europeo di Napoli potete seguirlo in presenza, online o in una combinazione delle due, con un metodo di studio costruito sul livello reale di ogni studente. Alla fine si ottiene il Diploma di Maturità riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, identico a quello di qualsiasi istituto tecnico statale.

A chi si rivolge questo corso

Questo percorso è pensato per tre tipi di studenti, molto diversi tra loro.

Il primo è il ragazzo in età scolare a cui piace capire come funzionano le cose. Quello che smonta gli oggetti, che si incuriosisce davanti a un quadro elettrico, che preferisce un problema concreto a una pagina di teoria. Per lui l'Elettrotecnica è una scelta naturale: si studia, certo, ma si studia qualcosa che si vede e si tocca.

Il secondo è chi ha interrotto la scuola e vuole recuperare uno o più anni. Magari il percorso precedente non era quello giusto, magari ci sono state difficoltà personali. Succede, e non è una condanna. Al CSE si può riprendere da dove ci si era fermati e, quando la preparazione lo consente, affrontare più anni in uno.

Il terzo è l'adulto che lavora, spesso proprio nel settore elettrico. C'è chi fa l'installatore da anni e sa fare il mestiere con le mani, ma senza diploma resta bloccato: non può crescere in azienda, non può aprire certe posizioni, non può iscriversi all'Albo dei periti. Per queste persone il diploma non è un pezzo di carta, è una porta che si apre.

E poi ci siete voi, le famiglie, con i vostri dubbi. Ce li sentiamo ripetere spesso e sono tutti legittimi. "Mio figlio è debole in matematica, ce la farà?" "È un corso troppo difficile?" "E se poi si accorge che non gli piace?" Prendiamoli sul serio, uno alla volta. La matematica e la fisica in questo indirizzo contano, sarebbe scorretto negarlo. Ma contano come strumenti, non come ostacoli: si usano per calcolare un impianto, non per fare esercizi astratti. E con il metodo individuale del CSE si parte dalle basi di ciascuno, quindi le lacune si colmano con calma, senza la corsa della classe che va avanti comunque. Quanto al timore di sbagliare scelta: il biennio è comune a tutti gli indirizzi tecnologici, quindi i primi due anni non chiudono nessuna porta. C'è tempo per capire.

Cosa si studia, anno per anno

Il percorso dura cinque anni e ha una struttura chiara: due anni di base uguali per tutti, poi tre anni di specializzazione vera.

Il primo anno conta 33 ore settimanali. È l'anno delle fondamenta: 4 ore di italiano, 3 di inglese, 4 di matematica, 2 di storia, 2 di diritto ed economia. Poi le scienze: 3 ore di fisica, 3 di chimica, 2 di scienze della terra e biologia. E le prime materie tecniche: 3 ore di tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica (il disegno tecnico, per intenderci) e 3 ore di tecnologie informatiche. Completano il quadro un'ora di geografia, 2 di scienze motorie e un'ora di religione o attività alternativa.

Il secondo anno scende a 32 ore. L'impianto resta simile, con una novità importante: al posto dell'informatica entrano 3 ore di scienze e tecnologie applicate, la materia che fa da ponte verso il triennio. Qui si comincia a capire cosa significhi davvero occuparsi di elettrotecnica, e si arriva alla scelta dell'articolazione con le idee più chiare.

Il terzo anno è la svolta. Le materie di indirizzo prendono il centro della scena: 7 ore a settimana di Elettrotecnica ed elettronica, 5 di Tecnologie e progettazione di sistemi elettrici ed elettronici, 4 di Sistemi automatici. La matematica prosegue con 3 ore più un'ora di complementi di matematica, pensata proprio per dare gli strumenti che servono alle materie tecniche. Restano italiano (4 ore), inglese (3), storia (2), scienze motorie (2) e religione (1). Totale: 32 ore.

Il quarto anno mantiene le 32 ore e sposta leggermente gli equilibri: Elettrotecnica ed elettronica passa a 6 ore, Sistemi automatici sale a 5, Tecnologie e progettazione resta a 5. Si lavora sulle macchine elettriche, sugli impianti industriali, sui sistemi di controllo. È l'anno in cui le conoscenze si consolidano e cominciano ad assomigliare a un mestiere.

Il quinto anno prepara all'esame di Stato. Tecnologie e progettazione sale a 6 ore, Elettrotecnica ed elettronica resta a 6, Sistemi automatici a 5. Si affrontano progetti completi: dimensionare un impianto, scegliere le protezioni, documentare il lavoro come si farebbe in azienda. Alla fine, la Maturità.

Le materie di indirizzo, spiegate semplici

I nomi delle materie tecniche possono intimorire. In realtà descrivono cose molto concrete.

Elettrotecnica ed elettronica è il cuore del corso. Elettrotecnica significa studiare come si produce, si trasporta e si usa l'energia elettrica: i circuiti, i motori, i trasformatori, gli alternatori, le linee di distribuzione. La parte di elettronica dà le basi sui componenti e sui circuiti a bassa potenza. Nell'articolazione Elettrotecnica il peso maggiore va alla "corrente forte": quella che alimenta impianti, macchine e capannoni.

Tecnologie e progettazione di sistemi elettrici ed elettronici (spesso abbreviata in TPSEE) è la materia del progetto. Qui si impara a passare dall'idea al disegno e dal disegno all'impianto: gli schemi elettrici, i quadri, le norme di sicurezza, la scelta dei cavi e delle protezioni, il calcolo di ciò che serve per un appartamento, un negozio, un'officina. È anche la materia dove si parla di fotovoltaico, di impianti a energie rinnovabili e di domotica, cioè degli impianti "intelligenti" che gestiscono luci, riscaldamento e sicurezza di un edificio.

Sistemi automatici studia come le macchine si controllano da sole. Un cancello che si apre, una linea di produzione che si regola, un impianto che si accende e si spegne al momento giusto: dietro c'è sempre un sistema di controllo. Si impara come funziona, come si programma e come si collega al resto dell'impianto.

Tre materie, un unico filo: capire l'energia elettrica dal punto in cui nasce al punto in cui lavora.

Elettrotecnica, Elettronica o Automazione: come scegliere

L'indirizzo "Elettronica ed Elettrotecnica" ha tre articolazioni sorelle, e la scelta a volte mette in ansia. Vale la pena fare chiarezza.

Le tre articolazioni sono Elettrotecnica, Elettronica e Automazione. Il biennio è identico per tutte e tre: stessi orari, stesse materie, stessi programmi. Dal terzo anno le materie di indirizzo hanno addirittura gli stessi nomi, ma cambiano il peso delle ore e gli argomenti. Elettrotecnica lavora soprattutto su impianti, macchine elettriche e distribuzione dell'energia. Elettronica si concentra su circuiti e segnali, cioè sui dispositivi a bassa potenza. Automazione approfondisce i sistemi di controllo, i robot, le linee automatiche.

La conseguenza pratica è rassicurante: fino all'inizio del terzo anno il passaggio da un'articolazione all'altra è semplice, perché la base è comune. Se vostro figlio si iscrive a Elettrotecnica e dopo un anno scopre di essere attratto dai circuiti o dalla robotica, non ha perso nulla. Ne parliamo insieme e si aggiusta la rotta.

In parole povere: Elettrotecnica è per chi vuole occuparsi dell'energia che si vede, quella degli impianti e delle macchine. Ed è, tra le tre, quella con lo sbocco più diretto verso il mondo delle imprese di installazione.

Come funziona la frequenza al CSE

Ogni studente ha una vita diversa. C'è chi può venire in sede tutti i giorni, chi lavora, chi abita fuori Napoli. Per questo il Centro Studi Europeo propone tre modi di frequentare, che potete anche combinare tra loro.

In presenza, nella nostra sede al Vomero, in piazza Vanvitelli. È la forma più ricca per un corso come questo, dove le discipline tecniche guadagnano molto dal lavoro diretto con schemi, misure e strumenti, e dal confronto continuo con i docenti.

Online da casa, con lezioni in diretta. Non registrazioni caricate chissà quando: lezioni vere, in tempo reale, dove si può intervenire e fare domande. È la soluzione per chi lavora, per chi abita lontano, per chi ha impegni familiari.

In streaming per le assenze. Se un giorno non potete venire, non restate indietro: vi collegate e recuperate la lezione. Niente giustificazioni complicate, niente appunti chiesti in prestito, niente argomenti persi. Per un corso tecnico, dove ogni argomento si appoggia al precedente, questa possibilità vale doppio.

Poi c'è il metodo, che per noi conta quanto l'orario. Al CSE lo studio è individuale: prima di partire capiamo il livello reale di ogni studente, materia per materia. Chi arriva con lacune in matematica non viene messo in coda alla classe, ma riparte dal punto in cui le cose hanno smesso di essere chiare. Chi invece è già avanti non è costretto a rallentare. Sembra ovvio, ma nella scuola tradizionale è quasi impossibile: qui è la normalità.

Storie di chi ha scelto questo percorso

Qualche esempio aiuta a capire meglio di tante spiegazioni. I nomi sono di fantasia, le situazioni sono quelle vere che incontriamo ogni anno.

Salvatore, 16 anni. Al liceo scientifico le cose non andavano: bocciato al secondo anno, sfiduciato, convinto di "non essere portato per lo studio". In realtà era portato eccome, ma per uno studio diverso. Passato al tecnologico, ha ritrovato la voglia: la fisica applicata agli impianti gli è entrata in testa come la teoria non aveva mai fatto. Ha recuperato l'anno perso e oggi frequenta il triennio in pari con i suoi coetanei.

Ciro, 34 anni. Fa l'installatore da quando ne aveva 17. Il mestiere lo conosce, ma senza diploma non poteva fare il salto: niente responsabilità tecniche formali, niente Albo. Frequenta online la sera, in diretta, e viene in sede quando i turni glielo permettono. Le materie tecniche per lui sono quasi un ripasso ragionato di ciò che fa ogni giorno; il lavoro vero lo sta facendo su italiano e matematica, con un percorso costruito sulle sue lacune reali.

Anna, 19 anni. Ha lasciato la scuola al quarto anno per motivi familiari. Dopo due anni ferma temeva di aver "perso il treno". Al colloquio abbiamo verificato la sua preparazione: le basi c'erano, andavano riordinate. Ha ripreso dal quarto anno, seguendo in presenza le materie di indirizzo e recuperando in streaming i giorni in cui non riusciva a venire. L'obiettivo è la Maturità e poi Ingegneria elettrica.

Tre storie diverse, un punto in comune: nessuno è partito da una condizione "perfetta". Si parte da dove si è.

Il lavoro dopo il diploma

Parliamo di sbocchi con onestà, senza promettere assunzioni che nessuna scuola può garantire. Detto questo, il perito in Elettrotecnica è uno dei profili tecnici più richiesti dalle imprese di impianti, e il motivo è semplice: gli impianti elettrici servono sempre e dappertutto, e le aziende faticano a trovare tecnici formati.

Imprese di installazione. È lo sbocco più diretto. Le imprese che realizzano impianti elettrici civili (case, uffici, negozi) e industriali (capannoni, stabilimenti) cercano diplomati capaci di leggere uno schema, cablare un quadro, seguire un cantiere. Con l'esperienza si cresce: da tecnico a capo squadra, fino a responsabile tecnico o a un'impresa propria.

Manutenzione. Ogni impianto, una volta costruito, va tenuto in vita. Aziende, ospedali, centri commerciali, stabilimenti hanno bisogno di manutentori elettrici che facciano controlli, prevengano i guasti e intervengano quando qualcosa si ferma. È un lavoro stabile per natura: la manutenzione non si delocalizza.

Energie rinnovabili e fotovoltaico. Il settore dell'energia sta cambiando e ha bisogno di mani e teste: impianti fotovoltaici da progettare e installare, sistemi di accumulo, colonnine di ricarica per le auto elettriche, reti da adeguare. Il diplomato in Elettrotecnica ha esattamente le competenze di base che questo mondo richiede.

Domotica e building automation. Gli edifici diventano "intelligenti": luci, clima, sicurezza e consumi gestiti da sistemi integrati. È un campo giovane, a cavallo tra impianti tradizionali e tecnologia, dove il perito elettrotecnico si muove bene.

L'Albo dei periti industriali. Dopo il diploma, con un percorso di praticantato o formazione previsto dalla legge e il superamento dell'esame di Stato di abilitazione, ci si può iscrivere all'Albo dei periti industriali. L'iscrizione permette di firmare progetti nei limiti delle proprie competenze e di lavorare come libero professionista. Per chi sogna di mettersi in proprio è la strada maestra.

E dopo, l'università

Il Diploma di Maturità tecnica dà accesso a qualsiasi facoltà universitaria, esattamente come un diploma liceale. Nessuna porta chiusa, su questo vale la pena essere netti.

Le scelte più coerenti con il percorso sono Ingegneria elettrica, Ingegneria energetica e Ingegneria dell'automazione: chi arriva da questa articolazione parte con un vantaggio concreto, perché ha già visto circuiti, macchine e sistemi che i compagni usciti dal liceo incontrano per la prima volta. Anche Ingegneria elettronica, informatica o gestionale sono continuazioni naturali. E chi preferisce un percorso più breve può guardare agli ITS Academy, i corsi tecnici superiori post diploma di due anni, molto legati alle aziende del territorio.

Ma è giusto dire anche l'altra metà: questo è un diploma che si basta da solo. Chi non vuole proseguire gli studi esce con un titolo spendibile subito, e la scelta tra lavoro e università si può fare con calma, al quinto anno, con le idee molto più chiare di oggi.

Parliamone insieme, senza impegno

Se siete arrivati fino a qui, probabilmente qualche domanda vi è rimasta. È normale, ed è giusto così: la scelta di una scuola non si fa leggendo una pagina web.

Per questo il Centro Studi Europeo offre un colloquio di orientamento gratuito e senza alcun impegno. Ci si siede insieme, in sede al Vomero o a distanza, e si parla della situazione concreta: gli anni già fatti, le eventuali bocciature, gli impegni di lavoro, i dubbi sull'articolazione giusta. Se serve, valutiamo il livello reale di partenza nelle materie chiave, così il percorso si costruisce su misura fin dal primo giorno.

Nessuno vi chiederà di decidere lì per lì. Il colloquio serve a voi, per capire se questo percorso è quello giusto, e serve a noi, per proporvi un piano onesto e realizzabile. Se poi la strada giusta fosse un'altra articolazione, o un altro indirizzo, ve lo diremo con la stessa franchezza.

Ci trovate a Napoli, in piazza Vanvitelli, nel cuore del Vomero. Il primo passo è una chiacchierata: il resto viene dopo, un anno alla volta.

Come seguire il corso

Tre modi per frequentare il Tecnologico - Elettrotecnica

Scegli la formula più adatta al tuo ritmo di vita: in aula a Napoli, online da casa oppure in streaming durante le assenze - il differenziatore unico del Centro Studi Europeo.

Piano di Studi

Le materie, anno per anno

Primo anno - Biennio comune, materie e ore settimanali
Lingua e letteratura italiana 4h n.d.
Lingua inglese 3h n.d.
Storia 2h n.d.
Matematica 4h n.d.
Diritto ed economia 2h n.d.
Scienze integrate (scienze della terra e biologia) 2h n.d.
Scienze integrate: Fisica 3h n.d.
Scienze integrate: Chimica 3h n.d.
Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica 3h n.d.
Tecnologie informatiche 3h n.d.
Geografia 1h n.d.
Scienze motorie e sportive 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Totale settimanale 33h
Secondo anno - Biennio comune, materie e ore settimanali
Lingua e letteratura italiana 4h n.d.
Lingua inglese 3h n.d.
Storia 2h n.d.
Matematica 4h n.d.
Diritto ed economia 2h n.d.
Scienze integrate (scienze della terra e biologia) 2h n.d.
Scienze integrate: Fisica 3h n.d.
Scienze integrate: Chimica 3h n.d.
Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica 3h n.d.
Scienze e tecnologie applicate 3h n.d.
Scienze motorie e sportive 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Totale settimanale 32h
Terzo anno - Triennio (articolazione Elettrotecnica), materie e ore settimanali
Lingua e letteratura italiana 4h n.d.
Lingua inglese 3h n.d.
Storia 2h n.d.
Matematica 3h n.d.
Complementi di matematica 1h n.d.
Tecnologie e progettazione di sistemi elettrici ed elettronici 5h n.d.
Elettrotecnica ed elettronica 7h n.d.
Sistemi automatici 4h n.d.
Scienze motorie e sportive 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Totale settimanale 32h
Quarto anno - Triennio (articolazione Elettrotecnica), materie e ore settimanali
Lingua e letteratura italiana 4h n.d.
Lingua inglese 3h n.d.
Storia 2h n.d.
Matematica 3h n.d.
Complementi di matematica 1h n.d.
Tecnologie e progettazione di sistemi elettrici ed elettronici 5h n.d.
Elettrotecnica ed elettronica 6h n.d.
Sistemi automatici 5h n.d.
Scienze motorie e sportive 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Totale settimanale 32h
Quinto anno - Esame di Stato, materie e ore settimanali
Lingua e letteratura italiana 4h n.d.
Lingua inglese 3h n.d.
Storia 2h n.d.
Matematica 3h n.d.
Tecnologie e progettazione di sistemi elettrici ed elettronici 6h n.d.
Elettrotecnica ed elettronica 6h n.d.
Sistemi automatici 5h n.d.
Scienze motorie e sportive 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Totale settimanale 32h

I programmi ministeriali completi sono in fase di pubblicazione. Per qualsiasi richiesta scrivi a info@centrostudieuropeo.it.

Dopo il diploma

Sbocchi professionali e universitari

Progettazione di impianti elettrici civili e industriali
Imprese di installazione e manutenzione impianti
Energie rinnovabili e fotovoltaico
Domotica e building automation
Perito iscritto all'Albo (con esame di Stato)
Università: Ingegneria elettrica ed energetica

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Domande frequenti

FAQ

Il biennio è identico per tutte e tre le articolazioni. Dal terzo anno Elettrotecnica lavora soprattutto su impianti elettrici, macchine elettriche e distribuzione dell'energia; Elettronica su circuiti e segnali; Automazione sui sistemi di controllo. Le materie hanno gli stessi nomi, cambia il peso delle ore e degli argomenti.
Sì, fino all'inizio del terzo anno il passaggio fra Elettrotecnica, Elettronica e Automazione è semplice, perché il biennio è comune. Ne parliamo insieme al colloquio di orientamento.
Si lavora nelle imprese di impianti elettrici civili e industriali, nella manutenzione, nel fotovoltaico e nelle rinnovabili, nella domotica. È uno dei profili tecnici più cercati in assoluto. Con l'esame di Stato ci si iscrive all'Albo dei periti industriali.
Sì, il diploma dà accesso a qualsiasi facoltà. Le più coerenti sono Ingegneria elettrica, Ingegneria energetica e Ingegneria dell'automazione.
Sono materie importanti in questo percorso. Con il metodo individuale del CSE le affrontiamo passo dopo passo, partendo dalle basi, così anche chi ha lacune recupera con calma.