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SERVIZI PER LA SANITÀ E L'ASSISTENZA SOCIALE

Servizi per la Sanità e l'Assistenza Sociale

Il percorso professionale per chi vuole prendersi cura degli altri: bambini, anziani, persone fragili. Psicologia, igiene e tanta pratica nelle metodologie operative.

  • 5 anni
  • Diploma di Stato
  • Riconosciuto MIUR
Il corso

Ci sono lavori che si scelgono per passione, e poi ci sono lavori che si scelgono perché si sente il bisogno di essere utili. Prendersi cura degli altri appartiene alla seconda famiglia. L'Istituto Professionale con indirizzo Servizi per la Sanità e l'Assistenza Sociale è il percorso di studi pensato proprio per questo: formare persone capaci di lavorare accanto a bambini, anziani, persone con disabilità e famiglie in difficoltà. Al Centro Studi Europeo di Napoli, al Vomero in piazza Vanvitelli, questo percorso si può frequentare in presenza, online o in una combinazione delle due cose, con un diploma finale di Maturità riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.

In questa pagina vi raccontiamo con calma com'è fatto il corso: cosa si studia anno per anno, cosa sono davvero materie come le metodologie operative, che rapporto c'è tra questo diploma e la qualifica di operatore socio-sanitario, e cosa si può fare dopo, al lavoro o all'università.

A chi si rivolge questo percorso

Chi arriva a informarsi su questo indirizzo, di solito, ha già un'idea abbastanza chiara di sé. Sa di essere una persona paziente, che sta bene in mezzo agli altri, che non si spaventa davanti alla fragilità. Quello che spesso manca è la chiarezza sul percorso: che scuola serve, quanto dura, cosa permette di fare davvero.

Vediamo le situazioni tipiche di chi si iscrive da noi.

C'è il ragazzo o la ragazza in età scolare che ha finito le medie e sente che le materie umane, la psicologia, il contatto con le persone sono la sua strada. Magari ha in famiglia un nonno da accudire, o ha fatto volontariato in parrocchia, e ha capito che quel tipo di lavoro gli somiglia.

C'è chi ha iniziato un'altra scuola, si è perso per strada, ha accumulato bocciature o ha smesso di frequentare. Il dubbio, in questi casi, è sempre lo stesso: "ormai è tardi, ho perso troppi anni". Non è così. I percorsi di recupero esistono proprio per questo, e un indirizzo concreto come questo spesso rimette in moto chi si era fermato, perché finalmente studia cose che vede utili.

E poi c'è un pubblico che conosciamo molto bene: gli adulti, e in particolare le donne adulte, che il lavoro di cura lo fanno già. Assistono anziani a domicilio, lavorano come badanti o come baby sitter, danno una mano in una cooperativa. Hanno l'esperienza, hanno le mani e il cuore allenati, ma non hanno il titolo di studio. E senza titolo restano fuori dai contratti migliori, dai concorsi, dai corsi regionali. Il pensiero che li frena è quasi sempre: "alla mia età, tornare sui banchi?". Anche qui la risposta è più semplice di quanto sembri: da noi non ci sono classi di quindicenni in cui sentirsi fuori posto, il metodo di studio è individuale e la frequenza si adatta ai turni di lavoro.

Se vi riconoscete in una di queste situazioni, continuate a leggere. Se avete dubbi che qui non trovate, il colloquio di orientamento gratuito serve esattamente a quello.

Una scuola nata da una riforma pensata per il lavoro

Prima di entrare nelle materie, due parole su come è fatto oggi questo indirizzo, perché aiuta a capirne il senso.

Gli istituti professionali italiani sono stati riorganizzati da una riforma recente: il decreto legislativo 61 del 2017, completato dal decreto ministeriale 92 del 2018. Detto in parole semplici, lo Stato ha ridisegnato i professionali per renderli più vicini al mondo del lavoro. Meno teoria astratta, più laboratorio e più pratica fin dal primo anno. Le materie di indirizzo non arrivano più solo alla fine: si incontrano subito, così lo studente capisce presto se quella strada gli somiglia.

La riforma ha stabilito anche un'altra cosa importante: le scuole hanno una certa autonomia nel distribuire le ore tra le materie di indirizzo, dentro limiti fissati per legge. Per questo il quadro orario può variare leggermente da istituto a istituto. Quello che trovate qui sotto è la nostra configurazione: rispetta tutti i vincoli ministeriali e prevede 32 ore di lezione a settimana in ogni anno di corso.

Il titolo finale è un diploma di Maturità a tutti gli effetti, riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione e del Merito: vale per i concorsi pubblici, per il lavoro e per l'iscrizione a qualsiasi università.

Cosa si studia anno per anno

Il percorso dura cinque anni ed è diviso in due fasi: un biennio di base e un triennio di indirizzo.

Nel biennio (primo e secondo anno) si costruiscono le fondamenta. Ci sono le materie comuni a tutte le scuole: italiano (4 ore a settimana), inglese (3), storia e geografia (2), matematica (4), diritto ed economia (2), scienze motorie (2), religione o attività alternativa (1). Accanto a queste, le materie che danno già il colore dell'indirizzo: una seconda lingua straniera (2 ore), le scienze integrate (2 ore), le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in sigla TIC, cioè l'informatica di base (2 ore), e soprattutto le due materie caratterizzanti. Le metodologie operative partono con 4 ore al primo anno e salgono a 5 al secondo: è la materia pratica, quella dove si impara facendo. Le scienze umane e sociali fanno il percorso inverso, 4 ore al primo anno e 3 al secondo: sono lo sguardo teorico sulla persona e sulla società.

Nel triennio (terzo, quarto e quinto anno) il percorso entra nel vivo della professione. Restano italiano (4 ore), inglese (2), storia (2), matematica (3), scienze motorie (2), religione o alternativa (1). La seconda lingua straniera prosegue con 3 ore al terzo anno e 2 al quarto e al quinto. E arrivano le tre grandi materie professionali:

  • Igiene e cultura medico-sanitaria: 4 ore al terzo anno, 4 al quarto, 5 al quinto.
  • Psicologia generale e applicata: 4 ore al terzo anno, poi 5 al quarto e 5 al quinto.
  • Diritto, economia e tecnica amministrativa del settore socio-sanitario: 4 ore in ciascuno dei tre anni.

Le metodologie operative continuano ad accompagnare il percorso con 3 ore al terzo e al quarto anno e 2 al quinto, quando ormai la pratica lascia spazio alla preparazione dell'Esame di Stato.

Alla fine del quinto anno si sostiene l'Esame di Stato, la Maturità, e si ottiene il diploma.

Le materie spiegate in parole semplici

I nomi delle materie, sulla carta, possono sembrare astratti. Vediamo cosa c'è dentro davvero.

Le metodologie operative sono il cuore pratico dell'indirizzo, e sono la materia che di solito gli studenti amano di più. Non si studia sul libro e basta: si imparano le tecniche concrete del lavoro di cura. Come si organizza un'attività di animazione per anziani in un centro diurno. Come si propone un gioco educativo a un bambino piccolo. Come si garantiscono igiene e sicurezza quando si assiste una persona fragile. Come funziona, dall'interno, un servizio alla persona: chi fa cosa, come si lavora in équipe, come si documenta quello che si fa. È insegnata da docenti tecnico-pratici, cioè da persone che quel mestiere lo conoscono da vicino, ed è presente fin dal primo giorno del primo anno.

Le scienze umane e sociali, nel biennio, danno le parole per capire le persone. Un po' di psicologia, un po' di sociologia, un po' di pedagogia: come cresce un bambino, come funziona una famiglia, cosa significa invecchiare, cosa vuol dire vivere con una disabilità. Sono la base teorica su cui poi il triennio costruisce.

La psicologia generale e applicata, nel triennio, porta tutto questo a un livello professionale. La parte "generale" spiega come funzionano la mente, le emozioni, la memoria, le relazioni. La parte "applicata" è quella che serve sul lavoro: come si comunica con una persona anziana disorientata, come si sostiene una famiglia in difficoltà, come si riconoscono i segnali di disagio in un bambino, come ci si protegge dal logoramento emotivo che il lavoro di cura può portare.

L'igiene e cultura medico-sanitaria è la materia più "sanitaria" del corso. Si studia come è fatto e come funziona il corpo umano, quali sono le malattie più comuni nelle persone anziane e fragili, come si prevengono le infezioni, cosa significa assistere una persona non autosufficiente nei gesti quotidiani. Non forma medici né infermieri, ovviamente, ma dà quel bagaglio di conoscenze sanitarie che chiunque lavori nell'assistenza deve avere. Non a caso è la materia che cresce di più verso la fine: 5 ore al quinto anno.

Il diritto, economia e tecnica amministrativa del settore socio-sanitario risponde a domande molto pratiche: come è organizzato il sistema dei servizi sociali e sanitari in Italia, cosa sono le cooperative sociali e come funzionano, quali diritti hanno gli anziani, i minori, le persone con disabilità, come si gestisce dal punto di vista amministrativo una struttura. Sono 4 ore a settimana per tre anni, e sono quelle che trasformano un bravo assistente in un professionista che capisce il sistema in cui lavora.

Il diploma, il corso OSS e le professioni sanitarie: facciamo chiarezza

Su questo punto vogliamo essere onesti fino in fondo, perché in giro circola parecchia confusione e non ci piace l'idea che qualcuno si iscriva con aspettative sbagliate.

Questo diploma, da solo, non dà la qualifica di OSS. L'operatore socio-sanitario è una figura regolata dalle regioni: per diventarlo serve un corso di formazione regionale specifico, con un tirocinio e un esame finale. Nessun diploma di scuola superiore, di nessun indirizzo, sostituisce quel corso. Chi vi dice il contrario non vi sta dicendo la verità.

Detto questo, ed è la parte che conta, questo indirizzo è la base di partenza migliore che esista per chi vuole fare l'OSS. I motivi sono concreti. Primo: le materie del corso OSS (elementi di igiene, psicologia, assistenza alla persona, organizzazione dei servizi) sono in gran parte le stesse che qui si studiano per cinque anni, con molta più profondità. Chi arriva al corso regionale da questo diploma parte avvantaggiato su tutto. Secondo: molte regioni riconoscono crediti formativi a chi proviene da questo indirizzo, il che può tradursi in una riduzione del percorso. Le regole cambiano da regione a regione e nel tempo, quindi non vi promettiamo scorciatoie precise: vi diciamo solo che il vantaggio esiste ed è riconosciuto.

Lo stesso ragionamento vale per le professioni sanitarie vere e proprie: infermiere, fisioterapista, ostetrica. Sono professioni che richiedono una laurea, con un test di ammissione all'università. Il diploma non le sostituisce, ma apre la porta: dà l'accesso a quei corsi di laurea e, soprattutto, dà una preparazione in igiene, biologia e psicologia che al test e al primo anno di università si fa sentire.

In sintesi: se il vostro obiettivo è lavorare nella cura delle persone, questo diploma non è una scorciatoia magica, è una fondamenta solida. E le fondamenta, in questo settore, fanno la differenza.

Come si frequenta al Centro Studi Europeo

Ogni studente ha una vita diversa. C'è chi può venire in sede tutti i giorni, chi lavora su turni, chi abita fuori Napoli, chi assiste un familiare e non può garantire orari fissi. Per questo la frequenza da noi funziona in tre modi, che si possono combinare tra loro.

  • In presenza, nella nostra sede al Vomero, in piazza Vanvitelli. La zona è ben collegata e la classe in presenza resta il modo più diretto per fare domande, confrontarsi e sentirsi parte di un gruppo.
  • Online da casa, con le lezioni seguite in diretta. Non sono videoregistrazioni fredde: è la stessa lezione, nello stesso momento, con la possibilità di intervenire. È la soluzione naturale per chi lavora o abita lontano.
  • In streaming per le assenze: se un giorno non potete esserci, non restate indietro. Vi collegate, recuperate la lezione e riprendete il filo, senza dover rincorrere appunti di altri e senza sensi di colpa.

A tenere insieme tutto c'è il metodo di studio individuale: non siete un numero in una classe da trenta persone. Si parte da dove siete davvero, con le vostre lacune e i vostri punti di forza, e si costruisce un percorso sostenibile. Chi non apre un libro da vent'anni non studia allo stesso modo di chi arriva da una bocciatura recente, e sarebbe strano fingere il contrario.

Tutto comincia con un colloquio di orientamento gratuito: guardiamo insieme la vostra situazione scolastica, gli anni eventualmente da recuperare, gli impegni di lavoro e di famiglia, e vi proponiamo un piano onesto. Se questo indirizzo non fa per voi, ve lo diciamo.

Storie che incontriamo spesso

Per capire se un percorso fa per voi, a volte aiuta più un esempio che dieci spiegazioni. Ecco alcune situazioni verosimili, costruite sulle storie che sentiamo più spesso ai colloqui.

Anna, 42 anni, assistenza domiciliare da dieci anni. Ha imparato tutto sul campo: sollevare una persona allettata senza farsi male, gestire i farmaci della giornata, tenere compagnia senza invadere. Ma è ferma ai contratti più deboli, perché senza diploma non può accedere ai corsi regionali né ai concorsi. Riprende gli studi da adulta, frequenta quasi tutto online la sera e nei giorni liberi viene in sede. Le materie, per lei, sono quasi un riconoscimento: dà finalmente un nome alle cose che fa da anni. Con il diploma in mano può puntare al corso OSS con un vantaggio concreto.

Ciro, 17 anni, due anni persi in un istituto tecnico. Numeri e disegno tecnico non gli somigliavano, ha smesso di andare a scuola e per un anno non ha fatto nulla. Al colloquio dice una frase che sentiamo spesso: "non sono fatto per studiare". Poi scopre le metodologie operative e la psicologia, materie dove finalmente si parla di persone, e il quadro cambia. Con un percorso di recupero rimette insieme gli anni persi e riallinea il diploma alla sua età.

Maria, 35 anni, lavora in una ludoteca. Ama il suo lavoro con i bambini ma sa che senza titolo non crescerà mai: niente asili nido, niente cooperative strutturate, niente università. Frequenta combinando presenza e diretta online in base ai turni. Il suo obiettivo dopo il diploma è Scienze dell'educazione.

Nessuna di queste storie promette miracoli. Promettono una cosa sola, che però è vera: un percorso possibile anche per chi pensava di non averne più uno.

Dove si lavora dopo il diploma

Il settore dei servizi alla persona è uno di quelli dove la richiesta di personale è più costante, a Napoli come nel resto d'Italia. La popolazione invecchia, le famiglie hanno sempre più bisogno di sostegno, i servizi per l'infanzia e per la disabilità cercano figure preparate. Vediamo gli sbocchi principali.

  • Residenze per anziani e strutture socio-sanitarie. Case di riposo, residenze assistite, comunità: qui il diplomato lavora nelle attività di assistenza, animazione e supporto quotidiano agli ospiti.
  • Cooperative sociali. Sono uno dei datori di lavoro più grandi del settore: gestiscono servizi per conto dei comuni e delle aziende sanitarie, dall'assistenza agli anziani ai progetti per minori e persone con disabilità.
  • Centri diurni. Strutture che accolgono durante il giorno anziani o persone con disabilità: attività, socializzazione, sostegno alle famiglie che di sera riportano a casa il proprio caro.
  • Asili nido, ludoteche e servizi per l'infanzia. Il diploma dà competenze educative e di cura adatte al lavoro con i più piccoli, come supporto alle figure educative.
  • Assistenza domiciliare. Il lavoro a casa delle persone, spesso il più richiesto: anziani soli, persone non autosufficienti, famiglie che hanno bisogno di una presenza qualificata e affidabile.

A questi si aggiunge la strada del corso regionale OSS di cui abbiamo parlato sopra, che dopo il diploma diventa il passo naturale per chi vuole lavorare dentro ospedali e strutture sanitarie. E il diploma, essendo una Maturità a tutti gli effetti, vale anche per i concorsi pubblici che richiedono il titolo di scuola superiore.

E dopo, l'università

Il diploma quinquennale dà accesso a qualsiasi corso di laurea. Ma alcune strade sono la prosecuzione naturale di questo percorso, perché usano proprio le basi costruite nei cinque anni.

  • Professioni sanitarie: Infermieristica prima di tutte, ma anche Fisioterapia, Logopedia, Ostetricia e le altre lauree triennali dell'area sanitaria. Sono corsi ad accesso programmato, con un test di ammissione: chi arriva da questo indirizzo parte con basi di igiene e cultura medico-sanitaria che gli altri diplomati non hanno.
  • Servizio sociale: la laurea che forma gli assistenti sociali, figure centrali nei comuni e nei servizi pubblici. Il diritto del settore socio-sanitario studiato nel triennio qui torna utilissimo.
  • Scienze dell'educazione: per chi vuole lavorare come educatore nei nidi, nelle comunità, nei servizi per minori. È lo sbocco naturale per chi ha amato la parte educativa delle metodologie operative.
  • Psicologia: per chi, studiando psicologia generale e applicata per tre anni, ha capito che vuole andare fino in fondo.

Non c'è obbligo di scegliere subito. Molti nostri studenti adulti si diplomano, iniziano a lavorare e solo dopo qualche anno decidono di iscriversi all'università. Il diploma non scade: resta lì, e apre le porte quando siete pronti.

Il primo passo è un colloquio, e non costa nulla

Se siete arrivati fin qui, probabilmente qualcosa in questo percorso vi ha parlato. Magari è la strada che cercavate per vostro figlio o vostra figlia. Magari è il titolo che vi manca da anni per dare un nome, e un contratto, al lavoro che già fate. Magari è solo un'idea che sta prendendo forma.

In tutti questi casi, il passo successivo è lo stesso: venite a parlarne con noi. Il colloquio di orientamento è gratuito e senza impegno. Ci raccontate la vostra situazione, guardiamo insieme i documenti scolastici, capiamo quanti anni servono e come organizzare la frequenza tra presenza e online. Uscite con un quadro chiaro, e poi decidete con calma.

Ci trovate al Vomero, in piazza Vanvitelli, nel cuore di Napoli. Prendersi cura degli altri è un mestiere serio, e merita una preparazione seria. Se sentite che è la vostra strada, noi siamo qui per aiutarvi a percorrerla.

Come seguire il corso

Tre modi per frequentare il Servizi per la Sanità e l'Assistenza Sociale

Scegli la formula più adatta al tuo ritmo di vita: in aula a Napoli, online da casa oppure in streaming durante le assenze - il differenziatore unico del Centro Studi Europeo.

Piano di Studi

Le materie, anno per anno

Primo anno - Biennio, materie e ore settimanali
Italiano 4h n.d.
Inglese 3h n.d.
Storia e Geografia 2h n.d.
Matematica 4h n.d.
Diritto ed economia 2h n.d.
Scienze motorie 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Seconda lingua straniera 2h n.d.
Scienze integrate 2h n.d.
Tecnologie dell'informazione e della comunicazione 2h n.d.
Metodologie operative 4h n.d.
Scienze umane e sociali 4h n.d.
Totale settimanale 32h
Secondo anno - Biennio, materie e ore settimanali
Italiano 4h n.d.
Inglese 3h n.d.
Storia e Geografia 2h n.d.
Matematica 4h n.d.
Diritto ed economia 2h n.d.
Scienze motorie 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Seconda lingua straniera 2h n.d.
Scienze integrate 2h n.d.
Tecnologie dell'informazione e della comunicazione 2h n.d.
Metodologie operative 5h n.d.
Scienze umane e sociali 3h n.d.
Totale settimanale 32h
Terzo anno - Triennio, materie e ore settimanali
Italiano 4h n.d.
Inglese 2h n.d.
Storia 2h n.d.
Matematica 3h n.d.
Scienze motorie 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Seconda lingua straniera 3h n.d.
Metodologie operative 3h n.d.
Igiene e cultura medico-sanitaria 4h n.d.
Psicologia generale e applicata 4h n.d.
Diritto, economia e tecnica amministrativa del settore socio-sanitario 4h n.d.
Totale settimanale 32h
Quarto anno - Triennio, materie e ore settimanali
Italiano 4h n.d.
Inglese 2h n.d.
Storia 2h n.d.
Matematica 3h n.d.
Scienze motorie 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Seconda lingua straniera 2h n.d.
Metodologie operative 3h n.d.
Igiene e cultura medico-sanitaria 4h n.d.
Psicologia generale e applicata 5h n.d.
Diritto, economia e tecnica amministrativa del settore socio-sanitario 4h n.d.
Totale settimanale 32h
Quinto anno - Esame di Stato, materie e ore settimanali
Italiano 4h n.d.
Inglese 2h n.d.
Storia 2h n.d.
Matematica 3h n.d.
Scienze motorie 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Seconda lingua straniera 2h n.d.
Metodologie operative 2h n.d.
Igiene e cultura medico-sanitaria 5h n.d.
Psicologia generale e applicata 5h n.d.
Diritto, economia e tecnica amministrativa del settore socio-sanitario 4h n.d.
Totale settimanale 32h

I programmi ministeriali completi sono in fase di pubblicazione. Per qualsiasi richiesta scrivi a info@centrostudieuropeo.it.

Dopo il diploma

Sbocchi professionali e universitari

Assistenza ad anziani e persone fragili
Strutture socio-sanitarie e residenze assistite
Asili nido, ludoteche e servizi per l'infanzia
Supporto alle persone con disabilità
Corsi regionali OSS (operatore socio-sanitario)
Università: Professioni sanitarie, Servizio sociale, Psicologia

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081 556 13 26 — Risposta entro 24 ore

Domande frequenti

FAQ

È la materia pratica di questo indirizzo. Si imparano le tecniche per lavorare con bambini, anziani e persone fragili: attività educative e di animazione, igiene e sicurezza, organizzazione dei servizi. È presente fin dal primo anno ed è insegnata da docenti tecnico-pratici.
Il liceo è più teorico e prepara soprattutto all'università. Questo professionale insegna un mestiere: dopo il diploma si può lavorare subito nei servizi alla persona. La psicologia si studia in entrambi, ma qui è affiancata da igiene, cultura medico-sanitaria e tanta pratica.
Il diploma non dà da solo la qualifica di operatore socio-sanitario, che si ottiene con un corso regionale. Ma è la base di partenza migliore: molte regioni riconoscono crediti a chi arriva da questo indirizzo e le materie del corso OSS sono in gran parte già studiate a scuola.
Il diploma quinquennale dà accesso a qualsiasi facoltà. Le più coerenti sono le Professioni sanitarie (Infermieristica, Fisioterapia, Logopedia), Servizio sociale, Scienze dell'educazione e Psicologia. Chi arriva da questo percorso parte con basi di igiene e psicologia già solide.
Non esattamente. La riforma dei professionali (decreto legislativo 61 del 2017) dà alle scuole una certa autonomia nel distribuire le ore fra le materie di indirizzo, dentro limiti fissati per legge. Il quadro che vedete è la nostra configurazione: rispetta tutti i limiti ministeriali e ogni anno fa 32 ore a settimana.
Si lavora nelle residenze per anziani, nelle cooperative sociali, nei centri diurni, negli asili nido e nelle ludoteche, nell'assistenza domiciliare. È uno dei settori dove la richiesta di personale è più costante, a Napoli e in tutta Italia.