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TECNOLOGICO ENERGIA

Tecnologico - Energia

Impianti, energia e sostenibilità. Il diploma tecnico per chi vuole lavorare con i sistemi energetici e il risparmio energetico.

  • 5 anni
  • Diploma di Stato
  • Riconosciuto MIUR
Il corso

L'indirizzo tecnico "Meccanica, Meccatronica ed Energia", articolazione Energia, è il percorso di chi vuole capire come funzionano gli impianti che scaldano, raffrescano e alimentano le nostre case e le nostre aziende. Caldaie, pompe di calore, impianti di condizionamento, pannelli solari, sistemi per il risparmio energetico: dietro ognuna di queste cose c'è un tecnico che la progetta, la installa, la controlla e la fa funzionare bene. Questo diploma forma proprio quella figura.

È un indirizzo previsto dall'ordinamento nazionale (D.P.R. 88 del 2010, il decreto che ha riordinato gli istituti tecnici) e si conclude con il Diploma di Maturità riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. Ha lo stesso valore legale del diploma di qualsiasi istituto tecnico statale: vale per lavorare, per i concorsi pubblici e per iscriversi all'università.

Al Centro Studi Europeo di Napoli, al Vomero in piazza Vanvitelli, potete seguirlo in presenza, online da casa con lezioni in diretta, oppure combinando le due cose. In questa pagina vi raccontiamo con calma cosa si studia anno per anno, come funziona la frequenza da noi e cosa si può fare dopo il diploma.

A chi si rivolge questo corso

Le persone che ci chiedono informazioni su questo indirizzo sono diverse tra loro, ma i loro dubbi si somigliano molto. Ve li riportiamo così come li sentiamo, perché forse ci ritroverete anche i vostri.

C'è il ragazzo in età scolare a cui piace capire come funzionano le cose. Smonta, osserva, si incuriosisce davanti a un motore o a una caldaia. Magari a scuola non è mai stato brillante nelle materie teoriche, e la famiglia si chiede: "Un tecnico sarà troppo difficile per lui? Ce la farà con la matematica?". È un dubbio legittimo. La risposta onesta è che matematica e fisica in questo indirizzo contano, ma si studiano quasi sempre applicate a problemi concreti: quanta energia serve per scaldare un ambiente, come si dimensiona un impianto, perché una macchina rende più di un'altra. Per molti ragazzi è proprio questo aggancio con la realtà a sbloccare materie che sui libri sembravano astratte.

C'è chi ha perso uno o più anni di scuola, per bocciature, problemi di salute, trasferimenti o semplicemente un periodo storto. Il dubbio qui è quasi sempre lo stesso: "Sono troppo indietro, ha ancora senso?". Ha senso. Si può recuperare, anche più di un anno, con un percorso costruito sulla situazione di partenza. Non c'è un'età giusta per il diploma e nessuno in classe vi farà pesare il percorso che avete alle spalle.

E poi ci sono gli adulti. Chi lavora già nel settore, magari come installatore o manutentore di impianti, e si accorge che senza diploma certe porte restano chiuse: avanzamenti, abilitazioni, la possibilità di mettersi in proprio con più solidità. Chi invece lavora in tutt'altro campo e vuole cambiare strada, attratto da un settore che cerca tecnici. Il dubbio degli adulti è quasi sempre il tempo: "Lavoro tutto il giorno, come faccio a seguire le lezioni?". È esattamente il problema per cui abbiamo organizzato la frequenza in modo flessibile, e ne parliamo più avanti.

Se vi riconoscete in uno di questi ritratti, o anche solo in parte, continuate a leggere. E se alla fine restano domande, il colloquio di orientamento gratuito serve proprio a quello.

Cosa si studia anno per anno

Il percorso dura cinque anni e segue il quadro orario nazionale degli istituti tecnici. Vi diciamo le ore precise, così sapete esattamente a cosa andate incontro.

Primo anno (33 ore settimanali). È l'anno delle fondamenta. Si studiano Lingua e letteratura italiana (4 ore), Lingua inglese (3 ore), Storia (2 ore), Matematica (4 ore), Diritto ed economia (2 ore), Scienze integrate con scienze della terra e biologia (2 ore), Fisica (3 ore), Chimica (3 ore), Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica (3 ore), Tecnologie informatiche (3 ore), Geografia (1 ora), Scienze motorie e sportive (2 ore) e Religione o attività alternativa (1 ora). Come vedete, c'è una base culturale ampia: un tecnico deve saper scrivere una relazione, leggere un testo in inglese, capire un contratto.

Secondo anno (32 ore settimanali). L'impianto resta simile: Italiano (4 ore), Inglese (3), Storia (2), Matematica (4), Diritto ed economia (2), Scienze integrate (2), Fisica (3), Chimica (3), Rappresentazione grafica (3), Scienze motorie (2), Religione o alternativa (1). Escono Tecnologie informatiche e Geografia, ed entra una materia nuova: Scienze e tecnologie applicate (3 ore), che è il primo assaggio del mondo tecnico vero e proprio e aiuta a capire se l'indirizzo scelto è quello giusto.

Questi primi due anni formano il biennio comune a tutti gli indirizzi tecnologici. Significa che chi li frequenta non è ancora vincolato all'Energia: le materie sono le stesse per tutti i tecnici del settore tecnologico, e cambiare strada in questa fase è semplice.

Terzo anno (32 ore settimanali). Qui comincia l'articolazione Energia e l'orario cambia faccia. Restano Italiano (4 ore), Inglese (3), Storia (2), Matematica (3) con in più Complementi di matematica (1 ora), Scienze motorie (2) e Religione o alternativa (1). Il resto è tutto tecnico: Meccanica, macchine ed energia (5 ore), Sistemi e automazione (4 ore), Tecnologie meccaniche e applicazioni (5 ore), Impianti energetici, disegno e progettazione (2 ore).

Quarto anno (32 ore settimanali). Le materie sono le stesse del terzo, con un travaso di ore: Tecnologie meccaniche e applicazioni scende a 4 ore, mentre Impianti energetici, disegno e progettazione sale a 3. Il baricentro si sposta piano piano verso gli impianti.

Quinto anno (32 ore settimanali). Sparisce Complementi di matematica (Matematica resta a 3 ore) e le materie di indirizzo arrivano alla forma finale: Meccanica, macchine ed energia 5 ore, Sistemi e automazione 4, Tecnologie meccaniche e applicazioni 4, Impianti energetici, disegno e progettazione 4. È l'anno della preparazione all'Esame di Stato, la Maturità.

Le materie di indirizzo, spiegate in parole semplici

I nomi delle materie tecniche possono suonare intimidatori. In realtà descrivono cose molto concrete. Ve le raccontiamo una per una.

Meccanica, macchine ed energia è la materia madre dell'indirizzo. Studia come si trasforma l'energia e come funzionano le macchine che la trasformano: motori, turbine, pompe, compressori, caldaie. Si impara a rispondere a domande pratiche: quanta potenza serve, quanto rende una macchina, dove si perde energia e come recuperarla. È qui che fisica e matematica smettono di essere teoria e diventano strumenti di lavoro.

Impianti energetici, disegno e progettazione è la materia che caratterizza l'articolazione Energia, e infatti cresce di anno in anno, dalle 2 ore del terzo alle 4 del quinto. Si impara a leggere e disegnare gli schemi di un impianto termico, a dimensionare un impianto di riscaldamento o di condizionamento, a scegliere tra una caldaia e una pompa di calore, a valutare l'inserimento di pannelli solari termici o fotovoltaici. Si parla anche di efficienza energetica: come si capisce se un edificio consuma troppo e cosa si può fare per farlo consumare meno.

Sistemi e automazione studia come si comandano e si controllano le macchine e gli impianti. Un impianto termico moderno non si regola più a mano: ci sono sensori, centraline, termostati intelligenti, sistemi che accendono e spengono in base alla temperatura e agli orari. Questa materia insegna la logica che sta dietro a tutto questo, dall'elettrotecnica di base fino ai controllori programmabili.

Tecnologie meccaniche e applicazioni riguarda i materiali e le lavorazioni: come si sceglie un materiale, come si lavora, come si misurano i pezzi, come si organizza una produzione. Serve perché chi lavora con gli impianti deve conoscere anche i componenti fisici che li compongono, i tubi, le giunzioni, le valvole, e capire perché un componente si usura o si rompe.

Complementi di matematica, al terzo e quarto anno, aggiunge gli strumenti matematici che servono alle materie tecniche. Non è matematica in più per il gusto di farla: è il pezzo di matematica che il tecnico usa davvero.

Il biennio comune e l'articolazione sorella: Meccanica e Meccatronica

Una cosa che tranquillizza molte famiglie: scegliere questo corso oggi non significa decidere tutto per sempre.

L'indirizzo "Meccanica, Meccatronica ed Energia" ha due articolazioni. La prima è Energia, quella descritta in questa pagina. La seconda è Meccanica e Meccatronica, che nel triennio si concentra sulla progettazione e produzione meccanica e sull'automazione industriale: officine, macchine utensili, robotica, linee di produzione.

Il biennio è identico per le due articolazioni: stesse materie, stesse ore. La scelta vera si fa al terzo anno, e anche lì le materie di indirizzo hanno nomi in gran parte comuni, con accenti diversi. Questo significa che il passaggio da un'articolazione all'altra è possibile fino al terzo anno senza traumi e senza perdere il lavoro fatto.

In pratica: se vostro figlio si iscrive pensando all'energia e poi scopre una passione per la robotica, o viceversa, c'è tutto il tempo per aggiustare la rotta. Durante il biennio, con la materia Scienze e tecnologie applicate e con il confronto con i docenti, la scelta matura in modo naturale.

Come funziona la frequenza al Centro Studi Europeo

Ogni studente ha una vita diversa. C'è chi può venire in sede ogni giorno, chi lavora, chi abita lontano da Napoli, chi ha semplicemente bisogno di flessibilità. Per questo proponiamo tre modi di frequentare, che potete anche combinare tra loro.

  • In presenza, nella nostra sede al Vomero, in piazza Vanvitelli. La zona è ben collegata con metropolitana e funicolari, quindi è raggiungibile con facilità anche da chi arriva da fuori quartiere o da fuori città.
  • Online da casa, con lezioni in diretta. Non parliamo di videolezioni registrate da guardare da soli: sono le stesse lezioni del corso, seguite in tempo reale, con la possibilità di fare domande e partecipare. È la soluzione preferita da chi lavora o abita lontano.
  • In streaming per le assenze. Se un giorno non potete venire, non restate indietro: vi collegate e recuperate la lezione. Senza giustificazioni complicate e senza l'ansia di aver perso qualcosa di importante.

A questi tre modi si aggiunge il metodo di studio individuale. Non siete un numero in una classe affollata: il percorso si costruisce sulla vostra situazione di partenza. Se la matematica è il punto debole, si lavora di più sulla matematica. Se venite dal lavoro e certe cose pratiche le sapete già, si valorizza quello che sapete e ci si concentra su ciò che manca. Per chi deve recuperare anni, il piano si organizza per arrivare al diploma nel tempo più ragionevole per la sua situazione, senza corse impossibili ma anche senza allungare inutilmente.

Prima di iscrivervi facciamo sempre un colloquio di orientamento gratuito: serve a capire da dove partite, quanti anni vi mancano, come incastrare lo studio con il resto della vostra vita. Solo dopo si decide, insieme e senza impegno.

Storie verosimili: come questo corso entra nelle vite vere

Per capire se un percorso fa per voi, a volte aiuta immaginarlo addosso a qualcuno. Ecco tre situazioni verosimili, costruite sulle storie che incontriamo più spesso.

Il ragazzo che aiuta lo zio installatore. Ha sedici anni, il sabato dà una mano nella ditta di famiglia che monta condizionatori e caldaie. Il lavoro pratico gli piace, ma lo zio stesso gli ripete che senza un titolo tecnico resterà sempre un aiutante. Con questo corso studia le cose che già tocca con mano: al terzo anno, quando in Impianti energetici si parla di pompe di calore, lui le ha già viste montate. La teoria gli dà i perché di gesti che conosceva solo come pratica, e il diploma gli apre la strada per crescere nella ditta o mettersi in proprio un domani.

L'operaio trentacinquenne che vuole il salto di qualità. Lavora da anni nella manutenzione, è bravo, ma agli avanzamenti passano sempre quelli con il diploma. Ha smesso di studiare a diciassette anni e l'idea di tornare sui banchi lo imbarazza un po'. Sceglie di seguire quasi tutto online la sera, in diretta, e usa lo streaming assenze quando i turni glielo impediscono. Recupera gli anni che gli mancano con un piano su misura e arriva alla Maturità da lavoratore, senza lasciare lo stipendio.

La studentessa che ha perso due anni. Un percorso scolastico partito male, una bocciatura, poi un ritiro. A diciannove anni si sente fuori tempo massimo, ma non lo è affatto. Al colloquio si valuta cosa può essere riconosciuto del percorso fatto e si costruisce un piano per recuperare. In un ambiente dove nessuno le chiede conto del passato, ritrova il ritmo e si diploma con i coetanei o quasi.

Sono esempi, non promesse. Ma descrivono bene il tipo di percorso che si può costruire quando la scuola si adatta alla persona e non il contrario.

Gli sbocchi di lavoro dopo il diploma

Parliamo del dopo, che è la domanda che sta a cuore a tutti. Senza promettere miracoli: nessuna scuola può garantire un posto di lavoro. Possiamo però descrivere onestamente il settore, e questo è un settore in cui le figure tecniche sono richieste.

Il contesto lo conoscete anche voi, perché lo vivete in bolletta. La transizione energetica, cioè il passaggio graduale verso consumi più efficienti e fonti rinnovabili, non è uno slogan: è un cantiere aperto fatto di case da riqualificare, caldaie da sostituire con pompe di calore, impianti fotovoltaici da installare e manutenere, edifici da certificare. Tutto questo lavoro richiede tecnici preparati, e oggi le aziende del settore faticano a trovarli.

Ecco le strade principali che il diploma apre:

  • Impianti termotecnici. Aziende che progettano e installano impianti di riscaldamento, condizionamento e ventilazione, per abitazioni, uffici, negozi e industrie. Il diplomato in Energia può lavorare in ufficio tecnico, in cantiere o nel rapporto con i clienti.
  • Manutenzione e assistenza. Ogni impianto installato va poi controllato e mantenuto: caldaie, pompe di calore, centrali termiche condominiali, impianti industriali. È un lavoro costante, che non conosce crisi, perché gli impianti esistenti vanno comunque fatti funzionare.
  • Aziende dell'energia. Società che producono, distribuiscono e vendono energia, dove servono tecnici per la gestione degli impianti e il rapporto con il territorio.
  • Efficienza e certificazione energetica. Gli edifici, quando vengono venduti o affittati, devono avere un attestato che ne descrive i consumi. Attorno a questo, e più in generale attorno alla riqualificazione energetica degli edifici, è cresciuto un intero campo di attività per i tecnici.
  • Energie rinnovabili. Solare termico, fotovoltaico e le altre fonti pulite: installazione, collaudo, manutenzione, progettazione di piccoli impianti.
  • La libera professione. Dopo il diploma, superando l'apposito esame di Stato, ci si può iscrivere all'Albo dei periti industriali. Significa poter firmare progetti e perizie nel proprio ambito, lavorare in proprio, aprire uno studio tecnico. È la strada di chi vuole essere padrone del proprio lavoro.

Un'ultima cosa, che diciamo sempre con franchezza: il diploma è la chiave, ma la porta la si apre con l'impegno. Chi esce da questo percorso avendo studiato sul serio ha in mano competenze che il mercato cerca davvero.

E l'università?

Il Diploma di Maturità tecnica dà accesso a qualsiasi facoltà universitaria, esattamente come un diploma liceale. Questo va detto chiaro, perché circola ancora l'idea che il tecnico "chiuda le porte" dell'università: non è vero.

Le strade più coerenti con questo indirizzo sono Ingegneria energetica e Ingegneria meccanica. Chi arriva a questi corsi di laurea dall'articolazione Energia parte con un vantaggio concreto: ha già incontrato la termodinamica, le macchine a fluido, il disegno tecnico, i sistemi di controllo. I primi anni di Ingegneria sono impegnativi per tutti, ma partire conoscendo già il linguaggio e i concetti di base fa la differenza.

Nulla vieta, naturalmente, di scegliere altro: altre ingegnerie, architettura, economia, o facoltà lontanissime dal mondo tecnico. Il diploma resta valido per tutte. E per chi non vuole una laurea intera esistono anche i percorsi tecnici superiori post diploma, più brevi e molto orientati al lavoro.

La cosa importante è questa: iscrivendovi a questo corso non state scegliendo tra lavoro e università. State prendendo un titolo che tiene aperte entrambe le strade, e deciderete al quinto anno, con cinque anni di consapevolezza in più.

Parliamone insieme, senza impegno

Se siete arrivati fin qui, questo indirizzo probabilmente vi incuriosisce. Ed è normale che, insieme alla curiosità, restino i dubbi: se è il percorso giusto, se le basi sono sufficienti, se si riesce a conciliare con il lavoro, quanti anni servono davvero nella vostra situazione specifica.

A queste domande non si risponde bene da una pagina web, perché la risposta dipende da voi: dal percorso fatto finora, dal tempo che avete, da dove volete arrivare. Si risponde bene parlandone.

Per questo vi invitiamo al colloquio di orientamento gratuito nella nostra sede al Vomero, in piazza Vanvitelli, oppure online se venire di persona è complicato. Ci raccontate la vostra situazione, noi vi diciamo con onestà cosa possiamo costruire insieme: quanti anni mancano, come organizzare la frequenza tra presenza e online, come funziona il metodo individuale nel vostro caso. Se poi decidete che non fa per voi, va bene così: il colloquio non vi impegna a nulla.

L'energia è il tema dei prossimi decenni, e servono persone che la sappiano gestire. Se pensate di poter essere una di quelle persone, o se lo pensate per vostro figlio, veniteci a trovare. Ne parliamo con calma, e la strada la disegniamo insieme.

Come seguire il corso

Tre modi per frequentare il Tecnologico - Energia

Scegli la formula più adatta al tuo ritmo di vita: in aula a Napoli, online da casa oppure in streaming durante le assenze - il differenziatore unico del Centro Studi Europeo.

Piano di Studi

Le materie, anno per anno

Primo anno - Biennio comune, materie e ore settimanali
Lingua e letteratura italiana 4h n.d.
Lingua inglese 3h n.d.
Storia 2h n.d.
Matematica 4h n.d.
Diritto ed economia 2h n.d.
Scienze integrate (scienze della terra e biologia) 2h n.d.
Scienze integrate: Fisica 3h n.d.
Scienze integrate: Chimica 3h n.d.
Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica 3h n.d.
Tecnologie informatiche 3h n.d.
Geografia 1h n.d.
Scienze motorie e sportive 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Totale settimanale 33h
Secondo anno - Biennio comune, materie e ore settimanali
Lingua e letteratura italiana 4h n.d.
Lingua inglese 3h n.d.
Storia 2h n.d.
Matematica 4h n.d.
Diritto ed economia 2h n.d.
Scienze integrate (scienze della terra e biologia) 2h n.d.
Scienze integrate: Fisica 3h n.d.
Scienze integrate: Chimica 3h n.d.
Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica 3h n.d.
Scienze e tecnologie applicate 3h n.d.
Scienze motorie e sportive 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Totale settimanale 32h
Terzo anno - Articolazione Energia, materie e ore settimanali
Lingua e letteratura italiana 4h n.d.
Lingua inglese 3h n.d.
Storia 2h n.d.
Matematica 3h n.d.
Complementi di matematica 1h n.d.
Meccanica, macchine ed energia 5h n.d.
Sistemi e automazione 4h n.d.
Tecnologie meccaniche e applicazioni 5h n.d.
Impianti energetici, disegno e progettazione 2h n.d.
Scienze motorie e sportive 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Totale settimanale 32h
Quarto anno - Articolazione Energia, materie e ore settimanali
Lingua e letteratura italiana 4h n.d.
Lingua inglese 3h n.d.
Storia 2h n.d.
Matematica 3h n.d.
Complementi di matematica 1h n.d.
Meccanica, macchine ed energia 5h n.d.
Sistemi e automazione 4h n.d.
Tecnologie meccaniche e applicazioni 4h n.d.
Impianti energetici, disegno e progettazione 3h n.d.
Scienze motorie e sportive 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Totale settimanale 32h
Quinto anno - Esame di Stato, materie e ore settimanali
Lingua e letteratura italiana 4h n.d.
Lingua inglese 3h n.d.
Storia 2h n.d.
Matematica 3h n.d.
Meccanica, macchine ed energia 5h n.d.
Sistemi e automazione 4h n.d.
Tecnologie meccaniche e applicazioni 4h n.d.
Impianti energetici, disegno e progettazione 4h n.d.
Scienze motorie e sportive 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Totale settimanale 32h

I programmi ministeriali completi sono in fase di pubblicazione. Per qualsiasi richiesta scrivi a info@centrostudieuropeo.it.

Dopo il diploma

Sbocchi professionali e universitari

Impianti termici ed energetici
Efficienza e risparmio energetico
Energie rinnovabili
Manutenzione di impianti
Perito iscritto all'Albo (con esame di Stato)
Università: Ingegneria energetica

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Domande frequenti

FAQ

Si studiano le macchine a fluido, gli impianti termici ed energetici, i sistemi e l'automazione, con attenzione al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili.
Si lavora con gli impianti termici ed energetici, nell'efficienza energetica, nelle rinnovabili e nella manutenzione. Con l'esame di Stato ci si può iscrivere all'Albo dei periti industriali.
Il biennio è comune. Nel triennio l'articolazione Energia si concentra su impianti ed energia, mentre Meccanica e Meccatronica sulla progettazione e produzione meccanica e sull'automazione.
Sì. Il diploma dà accesso a qualsiasi facoltà. La più coerente è Ingegneria, in particolare energetica e meccanica.