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TECNOLOGICO APPARATI E IMPIANTI MARITTIMI

Tecnologico - Conduzione di Apparati e Impianti Marittimi

Il Nautico di macchina: motori, impianti e sala macchine. Trasporti e Logistica, conduzione di apparati e impianti marittimi, per chi vuole far funzionare le navi.

  • 5 anni
  • Diploma di Stato
  • Riconosciuto MIUR
Il corso

Una nave, vista da fuori, sembra muoversi da sola. In realtà sotto il ponte c'è un mondo che lavora senza sosta: motori grandi come stanze, generatori che producono l'elettricità per migliaia di persone, impianti che raffreddano le celle frigorifere e tengono in vita ogni sistema di bordo. Qualcuno deve far funzionare tutto questo. È il compito degli ufficiali di macchina, e il percorso per diventarlo comincia qui.

Il corso si chiama Istituto Tecnico, indirizzo Trasporti e Logistica, articolazione Conduzione di apparati e impianti marittimi. È il nome ufficiale previsto dal D.P.R. 88 del 2010, la norma che ha riordinato gli istituti tecnici. Ma tutti, a Napoli e nei porti di mezzo mondo, lo conoscono con il suo nome storico: il Nautico di macchina. Al Centro Studi Europeo potete frequentarlo in presenza al Vomero, online da casa, o combinando le due cose, con un diploma di Maturità riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.

A chi si rivolge questo corso

Prima di parlare di motori e turbine, parliamo di voi. Perché le persone che scelgono questo percorso arrivano da storie molto diverse, e quasi tutte portano con sé qualche dubbio.

C'è il ragazzo di quattordici anni a cui piace smontare le cose per capire come funzionano, e che sente il richiamo del mare ma non sa se "quella del Nautico" sia una scelta seria. Lo è: è uno dei diplomi tecnici con il legame più diretto con una professione vera.

C'è chi ha già iniziato un'altra scuola, si è perso per strada uno o due anni, e teme che ormai sia tardi per cambiare rotta. Non lo è. Al CSE si può recuperare più anni in uno, con un piano di studio costruito sulla situazione di partenza di ciascuno.

E c'è l'adulto che lavora, magari proprio in un'officina o in un porto, e sa che senza il diploma certe porte restano chiuse. Anche per voi il percorso è pensato: le lezioni si seguono anche online, in diretta, e il metodo di studio è individuale, quindi nessuno vi chiede di tornare sui banchi come un quindicenne.

Il dubbio più comune, però, riguarda le materie. Matematica, fisica, termodinamica: molte famiglie ci chiedono se serva essere "portati". La risposta onesta è che sono materie importanti in questo indirizzo, ma nessuno nasce imparato. Il nostro metodo individuale serve esattamente a questo: si parte dalle basi di ciascuno, si colmano le lacune con calma, e si costruisce un passo alla volta. Chi arriva con difficoltà in matematica non è escluso in partenza. Ha solo bisogno di un percorso fatto bene.

Cosa si studia anno per anno

Il corso dura cinque anni e segue il quadro orario ministeriale degli istituti tecnici del settore tecnologico.

Il biennio (primo e secondo anno) è comune a tutti gli indirizzi tecnologici. Serve a costruire le fondamenta. Al primo anno si fanno 33 ore settimanali: 4 di Lingua e letteratura italiana, 3 di Lingua inglese, 2 di Storia, 4 di Matematica, 2 di Diritto ed economia, 2 di Scienze integrate (scienze della terra e biologia), 3 di Fisica, 3 di Chimica, 3 di Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica, 3 di Tecnologie informatiche, 1 di Geografia, 2 di Scienze motorie e 1 di Religione o attività alternativa.

Al secondo anno le ore diventano 32: escono Tecnologie informatiche e Geografia, entra Scienze e tecnologie applicate (3 ore), la materia che inizia a orientare verso l'indirizzo. Il resto rimane uguale: italiano, inglese, storia, matematica, diritto, fisica, chimica, disegno tecnico.

Un dettaglio che rassicura molte famiglie: proprio perché il biennio è comune, chi a sedici anni cambia idea non ha perso nulla. Può passare a un altro indirizzo tecnologico portando con sé tutto quello che ha fatto.

Il triennio (terzo, quarto e quinto anno) è il cuore del Nautico di macchina, sempre con 32 ore a settimana. Accanto alle materie generali (4 ore di italiano, 3 di inglese, 2 di storia, 3 di matematica più 1 di complementi al terzo e quarto anno) entrano le discipline di indirizzo:

  • Meccanica e macchine: 5 ore al terzo anno, 5 al quarto, e ben 8 al quinto. È la materia regina del corso.
  • Scienze della navigazione e struttura dei mezzi di trasporto: 3 ore al terzo e al quarto anno, 4 al quinto.
  • Elettrotecnica, elettronica e automazione: 3 ore ogni anno, per tutto il triennio.
  • Logistica: 3 ore al terzo e al quarto anno.
  • Diritto ed economia: 2 ore ogni anno, con un taglio sempre più orientato al diritto della navigazione.

Guardate quel numero: 8 ore settimanali di Meccanica e macchine al quinto anno. Un quarto dell'orario dedicato a una sola disciplina. Vuol dire che chi arriva all'Esame di Stato conosce davvero il proprio mestiere, non ne ha solo sentito parlare.

Le materie di indirizzo, spiegate semplici

I nomi delle materie possono suonare astratti. Proviamo a tradurli in quello che succede davvero in una sala macchine, il grande locale tecnico nella pancia della nave dove batte il suo cuore.

Meccanica e macchine è lo studio di tutto ciò che produce energia e movimento a bordo. I grandi motori diesel che spingono la nave, le turbine, i generatori, le pompe, l'impianto frigorifero che conserva i viveri e le merci deperibili, l'impianto di condizionamento. Si impara come funzionano, come si conducono, come si capisce da un rumore o da una temperatura che qualcosa non va. È termodinamica applicata: calore che diventa lavoro, e lavoro che diventa rotta.

Elettrotecnica, elettronica e automazione risponde a una realtà precisa: le sale macchine moderne sono piene di sensori, quadri elettrici e sistemi automatici. Molte navi hanno la sala macchine "non presidiata" di notte: sono gli automatismi a sorvegliarla, e l'ufficiale deve saperli capire, impostare e riparare. Chi conosce solo la meccanica, oggi, conosce metà del mestiere.

Scienze della navigazione e struttura dei mezzi di trasporto dà anche al futuro macchinista le basi per capire la nave nel suo insieme: come è costruita, come galleggia, come si comporta in mare. In macchina si lavora per la nave intera, e bisogna sapere con che cosa si ha a che fare.

Logistica spiega il contesto: come si muovono le merci nel mondo, come funzionano i porti, cosa significa gestire un trasporto. Diritto ed economia copre le regole del gioco: contratti, responsabilità, norme della navigazione.

E l'inglese, presente con 3 ore per tutti e cinque gli anni, non è una materia di contorno. A bordo delle navi mercantili l'inglese è la lingua di lavoro: manuali, procedure, comunicazioni tra equipaggi di nazionalità diverse. Chi lo impara bene a scuola parte con un vantaggio concreto.

Il percorso vero per diventare ufficiale di macchina

Qui vogliamo essere precisi, perché su questo punto girano molte informazioni confuse. Il diploma è il primo passo, necessario ma non sufficiente. Ecco come funziona davvero il percorso.

Dopo la Maturità, chi vuole la carriera di bordo si imbarca come allievo ufficiale di macchina. È un periodo di formazione retribuita a bordo di navi vere: si lavora affiancati agli ufficiali, si tiene un registro delle attività svolte, si impara il mestiere facendolo.

Tutto il percorso è regolato dalla convenzione STCW. La sigla sta per Standards of Training, Certification and Watchkeeping: è un accordo internazionale che stabilisce, per tutti i Paesi che lo hanno firmato, quale formazione, quali certificati e quali periodi di navigazione servono per lavorare a bordo. Detto in parole semplici: è la garanzia che un ufficiale formato in Italia abbia gli stessi requisiti di uno formato altrove, e possa quindi lavorare su navi di tutto il mondo. Prevede anche alcuni corsi obbligatori di sicurezza (antincendio, sopravvivenza in mare, primo soccorso) che si frequentano presso centri autorizzati.

Completato il periodo da allievo e i corsi previsti, si sostengono gli esami per il titolo professionale e si diventa ufficiale di macchina. Da lì la carriera sale per gradi, con l'esperienza di navigazione e ulteriori esami: fino al vertice, il direttore di macchina, che è il responsabile di tutto l'apparato motore della nave, la seconda figura di bordo dopo il comandante per importanza tecnica.

Un'ultima cosa, detta con la sobrietà che merita: gli ufficiali di macchina, in Italia e nel mondo, non bastano mai. Le compagnie di navigazione, mercantili e da crociera, faticano da anni a trovarne. Non vi promettiamo un'assunzione, nessuna scuola seria può farlo. Ma è giusto che sappiate che questo diploma porta verso un profilo professionale realmente cercato, non verso un mercato saturo.

Macchina o coperta: la differenza con l'altro percorso

L'indirizzo Trasporti e Logistica ha una articolazione sorella: Conduzione del mezzo navale, che è la tradizionale sezione di coperta. La domanda "quale scelgo?" è una delle più comuni ai nostri colloqui, e la risposta è meno difficile di quanto sembri.

La coperta governa la nave: rotte, carte nautiche, manovre, gestione del carico e dell'equipaggio. Il suo orizzonte è il ponte di comando, e la carriera porta verso il ruolo di comandante.

La macchina fa funzionare la nave: motori, generatori, impianti elettrici e frigoriferi, automazione. Il suo regno è la sala macchine, e la carriera porta verso il ruolo di direttore di macchina.

Un modo pratico per orientarsi: se vi affascina di più decidere dove va la nave, guardate alla coperta. Se vi affascina di più capire perché la nave va, e mettere le mani su ciò che la fa andare, siete nel posto giusto qui.

La buona notizia è che non dovete decidere subito. Il biennio delle due articolazioni è identico: stesse materie, stesse ore. La scelta vera si fa al terzo anno, quando avete due anni di scuola in più sulle spalle e le idee molto più chiare. E anche in macchina si naviga, si toccano i porti del mondo, si vive il mare: solo da una prospettiva diversa.

Come funziona la frequenza al CSE

Il Centro Studi Europeo è a Napoli, al Vomero, in piazza Vanvitelli: una zona ben servita, facile da raggiungere con la metropolitana e le funicolari da quasi ogni parte della città. Ma sappiamo che le vite degli studenti sono diverse tra loro, e per questo la frequenza si può organizzare in tre modi, anche combinandoli.

  • In presenza, nella sede del Vomero. È la scelta naturale per i ragazzi in età scolare, che oltre alle lezioni trovano compagni, insegnanti e una routine quotidiana.
  • Online da casa, con le lezioni seguite in diretta. Non registrazioni caricate chissà quando: la stessa lezione, nello stesso momento, con la possibilità di fare domande. È la soluzione per chi lavora, per chi abita fuori Napoli, per chi ha impegni che non si spostano.
  • In streaming per le assenze: se un giorno non potete venire, non restate indietro. Vi collegate, recuperate la lezione e il programma prosegue senza buchi. Niente giustificazioni complicate, niente ansia da rincorsa.

A tutto questo si aggiunge il metodo di studio individuale. In un percorso come questo, dove matematica, fisica e discipline tecniche si costruiscono un mattone sopra l'altro, una lacuna lasciata indietro al secondo anno si paga al quinto. Per questo non lavoriamo "sulla classe media": lavoriamo su ciascuno, partendo da dove è davvero, colmando i vuoti prima di andare avanti. Chi deve recuperare più anni in uno segue un piano personalizzato; chi riprende gli studi dopo tempo riparte da un punto realistico, senza umiliazioni e senza sconti sulla qualità.

Storie di chi sceglie questo percorso

Qualche esempio, verosimile, per capire se in queste pagine c'è anche la vostra storia.

Un ragazzo di quattordici anni che passa i pomeriggi in garage con il motorino smontato. La famiglia teme che "gli piaccia solo smanettare". Ma quella passione, presa sul serio, è esattamente il punto di partenza di questo corso: qui smontare e capire diventa un mestiere, con un diploma di Stato e una carriera davanti.

Uno studente di diciassette anni che ha perso due anni tra un liceo sbagliato e un periodo difficile. Si sente indietro rispetto ai coetanei e ha quasi smesso di crederci. Con un piano di recupero costruito al colloquio, può riallinearsi e arrivare alla Maturità senza trascinarsi il ritardo per sempre.

Un uomo di trentadue anni che lavora in un'officina della zona portuale. Le mani sanno già fare, ma senza diploma certi concorsi, certi avanzamenti e certi titoli professionali restano irraggiungibili. Segue le lezioni online la sera, viene in sede quando può, e prepara la Maturità mentre continua a lavorare.

Tre situazioni diverse, un punto in comune: nessuna di queste persone aveva bisogno di sentirsi dire "è tardi" o "non è per te". Aveva bisogno di un percorso organizzato sulla propria vita reale. È quello che costruiamo, insieme, al colloquio di orientamento.

Se il mare non fa per voi: sbocchi a terra e università

Un timore legittimo: "e se poi, a diciannove anni, scopro che imbarcarmi non mi va?". Succede, ed è bene saperlo prima: questo diploma non vi incatena a una nave.

Le competenze del Nautico di macchina valgono anche a terra, e parecchio. Motori diesel, impianti elettrici, impianti frigoriferi, automazione industriale: sono esattamente le tecnologie che si trovano nei cantieri navali, nelle officine portuali, negli impianti industriali e negli impianti frigoriferi di terra, dalla grande distribuzione alla logistica del freddo. Un porto come quello di Napoli, con il suo indotto di riparazioni, manutenzioni e servizi, è pieno di lavori che chiedono proprio questo profilo. E con l'esame di Stato per l'abilitazione è possibile anche iscriversi all'Albo come perito ed esercitare la libera professione.

C'è poi la strada dell'università. Il diploma di Maturità tecnica dà accesso a qualsiasi corso di laurea, ma due percorsi sono la prosecuzione naturale di questi studi: Ingegneria navale e Ingegneria meccanica. Chi arriva da questo indirizzo ci arriva con basi che molti compagni di corso non hanno: sa già cosa è un ciclo termodinamico, ha già visto un impianto vero, ha cinque anni di disegno tecnico e macchine alle spalle.

In sintesi: la porta principale di questo diploma dà sul mare, ma le altre porte restano tutte aperte.

Parliamone insieme, senza impegno

Se siete arrivati fin qui, qualcosa di questo percorso vi ha parlato. Forse il fascino della sala macchine, forse la concretezza di un diploma che porta a un mestiere cercato, forse semplicemente la possibilità di riprendere in mano gli studi in un modo che rispetta la vostra vita.

Il passo successivo non è un'iscrizione: è una conversazione. Il colloquio di orientamento è gratuito e serve prima di tutto a voi. Ci raccontate la vostra situazione: gli anni di scuola già fatti, gli impegni di lavoro o di famiglia, i dubbi sulle materie, le domande sul dopo. Noi vi rispondiamo con chiarezza: come si organizzerebbe il vostro percorso, quanto durerebbe, come combinare presenza e online, da dove partire con il metodo individuale.

Se alla fine deciderete che questo corso fa per voi, avrete già il piano in mano. Se deciderete di no, avrete comunque le idee più chiare, e per noi va bene così: una scelta di scuola si fa bene solo quando si fa informati.

Vi aspettiamo al Vomero, in piazza Vanvitelli. La sala macchine può attendere ancora qualche anno: il primo passo, quello, si fa a terra, davanti a un caffè e a un quadro orario.

Come seguire il corso

Tre modi per frequentare il Tecnologico - Conduzione di Apparati e Impianti Marittimi

Scegli la formula più adatta al tuo ritmo di vita: in aula a Napoli, online da casa oppure in streaming durante le assenze - il differenziatore unico del Centro Studi Europeo.

Piano di Studi

Le materie, anno per anno

Primo anno - Biennio comune, materie e ore settimanali
Lingua e letteratura italiana 4h n.d.
Lingua inglese 3h n.d.
Storia 2h n.d.
Matematica 4h n.d.
Diritto ed economia 2h n.d.
Scienze integrate (scienze della terra e biologia) 2h n.d.
Scienze integrate: Fisica 3h n.d.
Scienze integrate: Chimica 3h n.d.
Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica 3h n.d.
Tecnologie informatiche 3h n.d.
Geografia 1h n.d.
Scienze motorie e sportive 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Totale settimanale 33h
Secondo anno - Biennio comune, materie e ore settimanali
Lingua e letteratura italiana 4h n.d.
Lingua inglese 3h n.d.
Storia 2h n.d.
Matematica 4h n.d.
Diritto ed economia 2h n.d.
Scienze integrate (scienze della terra e biologia) 2h n.d.
Scienze integrate: Fisica 3h n.d.
Scienze integrate: Chimica 3h n.d.
Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica 3h n.d.
Scienze e tecnologie applicate 3h n.d.
Scienze motorie e sportive 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Totale settimanale 32h
Terzo anno - Triennio (conduzione di apparati e impianti marittimi), materie e ore settimanali
Lingua e letteratura italiana 4h n.d.
Lingua inglese 3h n.d.
Storia 2h n.d.
Matematica 3h n.d.
Complementi di matematica 1h n.d.
Elettrotecnica, elettronica e automazione 3h n.d.
Diritto ed economia 2h n.d.
Scienze della navigazione e struttura dei mezzi di trasporto 3h n.d.
Meccanica e macchine 5h n.d.
Logistica 3h n.d.
Scienze motorie e sportive 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Totale settimanale 32h
Quarto anno - Triennio (conduzione di apparati e impianti marittimi), materie e ore settimanali
Lingua e letteratura italiana 4h n.d.
Lingua inglese 3h n.d.
Storia 2h n.d.
Matematica 3h n.d.
Complementi di matematica 1h n.d.
Elettrotecnica, elettronica e automazione 3h n.d.
Diritto ed economia 2h n.d.
Scienze della navigazione e struttura dei mezzi di trasporto 3h n.d.
Meccanica e macchine 5h n.d.
Logistica 3h n.d.
Scienze motorie e sportive 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Totale settimanale 32h
Quinto anno - Esame di Stato, materie e ore settimanali
Lingua e letteratura italiana 4h n.d.
Lingua inglese 3h n.d.
Storia 2h n.d.
Matematica 3h n.d.
Elettrotecnica, elettronica e automazione 3h n.d.
Diritto ed economia 2h n.d.
Scienze della navigazione e struttura dei mezzi di trasporto 4h n.d.
Meccanica e macchine 8h n.d.
Scienze motorie e sportive 2h n.d.
Religione (o att. alternativa) 1h n.d.
Totale settimanale 32h

I programmi ministeriali completi sono in fase di pubblicazione. Per qualsiasi richiesta scrivi a info@centrostudieuropeo.it.

Dopo il diploma

Sbocchi professionali e universitari

Allievo ufficiale di macchina sulle navi mercantili
Carriera di bordo fino a direttore di macchina
Cantieri navali e officine portuali
Impianti industriali e frigoriferi anche a terra
Perito iscritto all'Albo (con esame di Stato)
Università: Ingegneria navale e meccanica

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081 556 13 26 — Risposta entro 24 ore

Domande frequenti

FAQ

Conduzione di apparati e impianti marittimi è la sezione di macchina: si studia per far funzionare motori e impianti di bordo. Conduzione del mezzo navale è la sezione di coperta: si studia per governare la nave. Il biennio è comune, la scelta si fa dal terzo anno.
Dopo il diploma ci si imbarca come allievo ufficiale di macchina e si completa il percorso previsto dalle norme internazionali (la convenzione STCW), con corsi e periodi di navigazione, fino agli esami per i titoli professionali. È una carriera molto richiesta: gli ufficiali di macchina scarseggiano e le compagnie li cercano.
Le competenze su motori, impianti elettrici e frigoriferi e automazione valgono anche a terra: cantieri navali, officine portuali, impianti industriali, manutenzione. E il diploma dà accesso a qualsiasi università, in particolare Ingegneria navale e meccanica.
Le carriere di macchina sono fra le meglio pagate per un diplomato, già dai primi imbarchi, con periodi di lavoro alternati a lunghi periodi di riposo a casa. Non promettiamo stipendi, ma il settore parla da solo: la domanda di ufficiali è alta da anni.
Sono materie importanti in questo percorso, insieme alla termodinamica delle macchine. Con il metodo individuale del CSE le affrontiamo passo dopo passo, partendo dalle basi, così anche chi ha lacune recupera con calma.